lunedì 28 novembre 2011

Nils e Sven Anderlind, ragazzi d’oro del triathlon ticinese


TALENTO Nils Anderlind impegnato nella tratta a corsa.
Bravi, simpatici, determinati. Soprattutto forti. Anzi fortissimi. Nils e Sven  Anderlind sono i ragazzi d’oro del triathlon ticinese. In primo luogo per la loro età, sui vent’anni. Poi per i progressi compiuti, assolutamente notevoli e in poco tempo. Se a ciò aggiungiamo che sono seguiti da un tecnico appassionato e di lungo corso come Christophe Pellandini, il quadro è completo. Certo, il loro background sportivo è importante, soprattutto per quegli infiniti allenamenti in acqua (entrambi sono ex nuotatori) che ne hanno costruito la notevole resistenza di base. Ma c’è di più in questi ragazzi, ed è forse una parola chiamata… talento. Che potrebbe in pochi anni proiettarli nell’élite del triathlon svizzero e internazionale. Li abbiamo avvicinati per una breve intervista.  

Anzitutto ecco una loro scheda:
Nils Anderlind:
Nato nel 1991. All’età di circa 5 anni comincia a nuotare nella Lugano 84, dove già il fratello Sven già ci… sguazza. Da lì in poi comincia a fare le prime “garette” per bambini.
A 9 anni partecipa ai primi Campionati ticinesi, dove vince  una trentina titoli di categoria dimostrano subito il suo talento.
A 14-15-16 anni prende parte al Criterium (campionati svizzeri giovanili) riuscendo ad assemblare 5 titoli di categoria nei 200, 400, 800 stile libero e 200 delfino e dorso.
Col passare del tempo il nuoto comincia però a stancarlo e quindi nel 2008 comincia a fare triathlon.
Nel frattempo anche il suo allenatore di nuoto, Christophe Pellandini, si è innamora della triplice costituendo il Team Triathlon Capriasca, squadra nella quale oggi Nils è tesserato. Nel 2010 riesce a vincere il Circuito junior svizzero, risultato che gli ha permesso quest’anno di gareggiare nella categoria PRO e di disputare le gare di Coppa d’Europa.
È studente di economia aziendale presso la SUPSI di Manno.

Sven Anderlind:
Nato nel 1987. All’età di 6 anni inizia a frequentare i corsi di nuoto nella Lugano 84. Si trova subito bene, sente  da subito che l’acqua è il suo ambiente naturale. Inizia a fare le mie prime gare di nuoto, ottenendo buoni risultati. A 10 anni comincia a fare i Campionati ticinesi di categoria con risultati da podio.
A 12 anni smette col nuoto per mancanza di motivazioni e inizia con il Tennis da tavolo, sua grande passione ancora adesso, dove tra l’altro è stato campione ticinese U15.
Dopo due anni di stop, dove mangia cioccolata e beve cola in modo un po’ “esagerato”, decide di andare a correre e di ricominciare a fare qualche vasca, motivato anche dal fratello Nils.
Nel 2009 aderisce alla nuova squadra di triathlon della Capriasca, dove tuttora è atleta ed allenatore.
Nel triathlon ha, come risultato di maggior prestigio, il secondo posto di quest’anno nel Circuito svizzero di categoria 20-34 anni sulla distanza olimpica. È studente presso la SUPSI in ingegneria meccanica.

SVEN ANDERLIND Un passato da nuotatore per diventare protagonista nel triathlon.

Ed ora qualche domanda…

Come siete giunti al triathlon?
Nils:
Come detto, soprattutto a causa di una situazione di stanchezza motivazionale nel nuoto e quindi seguendo le ombre di mio fratello che mi ha aperto al mondo del triathlon.
Sven:
Grazie al mio caro amico Aramis Sardi, che mi ha trascinato in questa bellissima disciplina.

Cosa vi attrae di più della triplice disciplina?
Nils:
Il fatto di poter combinare tre discipline nello stesso tempo.
Il lato tecnico e tattico, per esempio saper gestire le forze in bici per dare il massimo nella frazione di corsa.
La differenziazione negli allenamenti.
Sven:
A differenza di quasi tutti gli altri sport, nel triathlon si ha la possibilità di diversificare l’attività. Sono molto attratto dalla multidisciplinarietà.

Quante ore dedicate all’allenamento in settimana?
Nils:
18/20 al massimo.
Sven:
17/19 al massimo

Qual è il punto forte (e quello debole) di… tuo fratello?
Nils:
Punto forte: si abitua in qualsiasi situazione.
Punto debole: a volte non c’è con la testa e devo trascinarlo.
Sven:
Punto forte: incredibile determinazione.
Punto debole: a volte vuole strafare quindi cerco di frenarlo.

Il vostro obiettivo per il 2012?
Nils:
Migliorare nella frazione di corsa, il mio 36’/37’ non basta in coppa Europa dove la media dei primi 20 sui 10km è di 32min. Senza infortunarmi…
Sven:
Migliorare la frazione podistica e vincere il Circuito svizzero di categoria sulla distanza olimpica.

E quello più in generale per la carriera?
Nils:
Il mio “sogno nel cassetto” è quello di poter gareggiare un giorno in Coppa del mondo.
Sven:
Arrivare a vincere un 70.3 di categoria.

Obiettivi realistici, ne siamo convinti. Così come crediamo che già dalla prossima stagione sia Nils che Sven dimostreranno di aver compiuto ulteriori progressi. La determinazione c’è, la voglia di migliorarsi pure.  Quella di Nils e Sven Anderlind è una storia interessante anche per la loro “riconversione sportiva”, da ex nuotatori a triathleti di punta. Un bell’esempio, indubbiamente. Un’ideale evoluzione che potrebbe essere adottata da molti ex nuotatori (ma anche ciclisti e/o podisti), ragazzi che troverebbero nel triathlon una disciplina ideale, anche più variata e stimolante, per continuare a fare sport. Non capita spesso, anzi sovente si imboccano altre strade, prima fra tutte quella della cessazione “tout court” dell’attività, spesso come reazione di rigetto. Un vero peccato! A questi ragazzi ci verrebbe da dire, prendete esempio da Nils e Sven, ieri nuotatori e oggi speranze del triathlon ticinese e svizzero. E chissà, forse domani campioni nella triplice. Glielo auguriamo di tutto cuore, ma intanto a loro vanno i nostri migliori auguri per un 2012 scoppiettante!

Cross di Dongio a Ivan Pongelli e Tamara Winkler - I risultati

SENZA PROBLEMI Ivan Pongelli ha dominato il cross di Dongio.
Ivan Pongelli si è imposto agevolmente ieri nel cross di Dongio precedendo di oltre un minuto il duathleta Lucas Oehen. Terzo Marco Maffongelli. Si sono così riproposte le gerarchie del cross di Rivera, con la sola eccezione del vincitore Eshak Abraham, assente in quanto impegnato il giorno prima alla "Basler Stadtlauf" dove ha tra l'altro segnato uno strepitoso 30.19 sui 10 km. Tra le donne si conferma Tamara Winkler che ha preceduto Jennifer Moresi e Manuela Maffongelli, mentre Jonathan Stampanoni è primo tra in quarantenni, davanti a Salinetti e Turati. Vittorie di categoria anche per Sergio De Meo (M50) e Mario Maffongelli (M60), oltre al giovane promettente Ivanoé Pittet, primo nel cross corto. Diversi triathleti al via che si sono ben comportati. Prossimo appuntamento con il cross a Mendrisio, tra due settimane.

sabato 26 novembre 2011

Basler Stadtlauf, bene Eshak Abraham, Jan Förster e Christian Puricelli del Team Comacina

UNA FESTA PER TUTTI! Si corre nelle vie della Città.

È andata in scena oggi in serata la 29ma edizione della "Basler Stadtlauf", una gara molto suggestiva che si svolge nelle strade della città renana. Al via anche alcuni ticinesi tra cui i tre esponenti del Team Comacina, Eshak Abraham e Christian Puricelli e Jan Förster che hanno gareggiato nella categoria riservata agli élite (50 concorrenti). La vittoria è andata al fuoriclasse Abraham Tedesse dell'Eritrea che ha percorso i 10 km del tracciato nel tempo di 28.42. Ottimo 18mo assoluto Eshak Abraham in 30.19, che migliora così nettamente il suo personale sulla distanza. Förster è 37mo in 32.03, mentre Puricelli ha dal canto suo concluso in 33.41. Entrambi questi atleti sono però giunti all'appuntamento in condizioni di forma non ideale. Da notare la presenza dell'ex campione europeo di maratona, l'obvaldese Viktor Röthlin, che ha chiuso 13mo in 29.53.

venerdì 25 novembre 2011

Cross di Dongio, Ivan Pongelli favorito

Domenica 27 novembre si torna a correre sui prati. La seconda prova del Campionato ticinese di cross è prevista in quel di Dongio, in Val di Blenio. Il cross è un’ottima preparazione invernale e quindi queste gare sono ben frequentate anche dai nostri triathleti. Il dominatore di Rivera, l’eritreo Eshak Abraham del Team Comacina sarà assente in quanto impegnato il giorno prima alla Basler Stadtlauf. Via libera quindi per Ivan Pongelli che non dovrebbe avere rivali. Nelle altre categorie sono attesi dei bei duelli.
Inizio delle danze alle 10 con le categorie giovanili, alle 11.30 sarà la volta delle donne,  mentre gli attivi e i veterani scatteranno alle 12.

Programma completo (categorie e orari di partenza) sul sito del Gad Dongio, che si occupa dell’organizzazione dell’evento:
http://www.gad-dongio.ch/

mercoledì 23 novembre 2011

PowerBar nuovo sponsor del Team Comacina


TEAM COMACINA Podisti e triathleti insieme, tutti di ottimo livello. 
 Importante novità dal mondo del podismo e del triathlon. Questa volta non riguarda il risultato di qualche atleta, ma la sottoscrizione di un accordo di collaborazione con un importante sponsor. Trovare sponsor che sostengono gli sport di resistenza non è mai impresa facile. Soprattutto in questi tempi di crisi. C’è riuscito il Team Comacina che, grazie ai progressi compiuti in questi ultimi anni, ha trovato per il 2012 una collaborazione con PowerBar, leader mondiale negli integratori per la nutrizione sportiva. Il Team Comacina è una squadra ticinese con sede a Porza, che annovera sia atleti che praticano podismo (tra cui Eshak Abraham, recente vincitore al cross di Rivera e Massimo Maffi, campione ticinese nella Maratona) che atleti che praticano anche duathlon e triathlon, tra cui Nicolas Beyeler, specialista sulle lunghe distanze. Il presidente-atleta Christian Puricelli si mostra molto soddisfatto dell’accordo raggiunto: “Sin dalla fondazione del Team, abbiamo sempre cercato di collaborare con sponsor di alta qualità, in questo senso PowerBar è un partner ideale”. Entusiasta anche il responsabile di PowerBar, Peter Studer: “Il Team Comacina è una squadra innovativa, giovane e dinamica che cresce di anno in anno e siamo contenti di poterla sostenere e di fornire ai suoi atleti i prodotti PowerBar”. Ricordiamo che nel corso di quest’anno la squadra si è laureata campione svizzera sulla mezza maratona. A partire dal 2012, poi, sarà composta anche da una squadra completa di duathlon e triathlon.

domenica 20 novembre 2011

Le tabelle di Ivan Pongelli

I consigli del campione per migliorare nella corsa a piedi.
Parte 1: Short-distance

Cari triathleti,
eccomi qua a proporvi questo piano di allenamento rivolto a coloro che si cimentano nelle distanze brevi.
Il programma è impostato per la preparazione autunno-inverno, quindi favorendo un certo allenamento muscolare (mediante sprint in salita e vere salite ad impegno medio alto).
Inoltre non va mai trascurato il fondo medio (fm) che è il miglior ingrediente per il podista amatore e d'élite.
Dopo il riscaldamento che precede la seduta con ripetute non dimenticarsi di aggiungere sempre qualche esercizio di skeepin, corsa calciata e 3-5 allunghi.
È un programma che va dosato nell'intensità a seconda dell'atleta, è meglio "scremare" qualche allenamento piuttosto che esagerare col rischio di andare in over-training.
Nel riquadro in alto trovate un'immagine dell`esercizio "squat-bulgaro" cosi per far capire l'esatta dinamica del movimento. È un esercizio che si può fare benissimo trovando un muretto basso, uno scalino, o qualsiasi altra cosa alta tra i 40-55 cm.
Buon allenamento!
Ivan


Squat bulgaro
TABELLA ALLENAMENTO
3x settimane




Legenda:
fl - fondo lento
fm - fondo medio
fv - fondo veloce

Week 1

Giorno 1

25`fl + 3x(12xsquat bulgaro* + 4x20"sprint salita P:75") + 10`fl-m

Giorno 2

Giorno 3

25`fl + 20`fm + 5x400 P:90" + def.

Giorno 4

Giorno 5

25`fl + 200+400+600+800+1000+800+600+400+200 P:90"

Giorno 6

Giorno 7

50`-1h10 fl

Week 2

Giorno 1

25`fl +25xsquat bulgaro + 12`salita impegnativa + 8x80m

Giorno 2

Giorno 3

30`fl + 10x(40" cordicella/saltelli sul posto + 200 ritmo 3000) + def

Giorno 4

Giorno 5

25`fl + 1000+1500+2000+1500+1000 P:3` + def.

Giorno 6

Giorno 7

1h10fl con 8xallunghi di 20" dopo 40` + 8 xallunghi dopo 1h

Week 3

Giorno 1

25`fl + 3x(15xsquat bulgaro* + 4x25"sprint salita P:75") + 10`fl-m

Giorno 2

Giorno 3

25`fl + 30`fm + 8`fv+def

Giorno 4

Giorno 5

25`fl + 8x120 P:50" + 2000fv + 8 x120 + def

Giorno 6

Giorno 7

1h15 fl ultimi 10`(5`fm + 5fv)

sabato 19 novembre 2011

Eshak Abraham si impone nel cross di Rivera


CHE PASSO! Ivan "tira" il gruppo con i migliori.
L'eritreo Eshak Abraham si impone con facilità nella prima tappa della Coppa Ticino di cross, precedendo sul traguardo Ivan Pongelli, Lukas Oehen, Marco Maffongelli ed Elia Stampanoni.  Dopo un giro di studio, il portacolori del Team Comacina Atleti.eu, decisamente a suo agio sui prati di Rivera - che falcata! -, si è involato prendendo il largo nei confronti dei diretti avversari. Niente da fare per Ivan Pongelli che, pur dando prova di grande caparbietà, ha soltanto potuto limitare i danni. Presenti anche diversi triathleti, tra cui Nils Anderlind che ha chiuso nei top 10. Da notare anche il terzo posto di Lukas Oehen, un duathleta (e triathleta all'occasione) di grande talento e con spiccate doti di podista.
Classifiche complete al sito: http://www.ftal.ch/


DOMINATORE Niente da fare per gli avversari...
Photos: copyright NP Promotion Sport

L'esperienza di Mauro Bunkofer alla Maratona di New York


EX CALCIATORE di Lega nazionale A.
Maratona di New York, 6 novembre 2011. Tra i quasi 50 mila concorrenti che si apprestano a prendere il via dal ponte di Verrazzano anche il ticinese Mauro Bunkofer che per i suoi 50 anni si è voluto regalare questa esperienza unica. Succede a molti – ed è bene che sia così - di fissarsi obiettivi significativi per il proprio mezzo secolo di vita. Ma quella di Mauro Bunkofer non è una storia qualsiasi. Perché? Perché è quella di un ex sportivo d’élite – meglio: di un ex calciatore di lega nazionale A! - convertitosi con gli anni al piacere della corsa. “Diavoli di calciatori, viziati, superpagati…”. Fa strano pensare a un calciatore che si appassiona a uno sport di fatica come il podismo. Ma capita anche questo, e può essere anche una bella storia, come ci dimostra l’esperienza di Mauro Bunkofer.
Ci ricordi brevemente il tuo passato da calciatore?
“Inizio a giocare a calcio nelle giovanili del FC Lugano nel 1970-71. Dopo aver militato negli allievi fino agli interregionali sono approdato in prima squadra nella stagione 1978-79 e vi ho giocato fino alla stagione terminata nel 1982. Ho vissuto una promozione dalla serie B alla serie A con i vari Brenna, Hitzfeld, Gröbli, Casanova, Perucchi ecc., per poi successivamente essere relegati nella stagione successiva. Nel 1982 approdo al FC Winterthur, allora in serie A, dove milito per quattro stagioni fino al 1986 giocando due stagioni in A e due in B. Rientro da Zurigo nel 1990 per motivi professionali ed inizio a giocare con i veterani del FC Lugano. Raccolgo piccole soddisfazioni anche a questi livelli con le vittorie di coppa CH e di vari campionati. Alcune apparizioni con la selezione CH veterani che mi hanno permesso di incontrare e conoscere giocatori quali Paolo Rossi, Antognoni, Giordano, Nela, Giannini, Tardelli ed altri ex campioni degli anni 80.”
 A un certo punto, però, è scoppiata la passione per la corsa…
 “Inizio con la corsa di mezzofondo ad inizio nuovo millennio spinto da un amico di nome Soccorso (Soccorso Cresta, amico comune, Ndr.): il nome è una garanzia. Mi ha convinto, e in poco tempo ho trovato quella passione sportiva che da alcuni anni mi aveva abbandonato ma che però mi mancava. È una questione di equilibri. Ho ritrovato la voglia di affrontare nuove sfide, di iniziare una nuova avventura e un nuovo capitolo sportivo. Non più un gioco di squadra bensì una gara contro te stesso. Mente e fisico, una miscela che deve funzionare se si vogliono ottenere soddisfazioni e raggiungere determinati obbiettivi. Allungo sempre più e arrivo alla prima maratona ai campionati italiani chiudendo in 3 ore e 5 minuti.”
Poi è venuta la massacrante Marathon des Sables…
“È vero. Non contento di correre unicamente percorsi classici mi diletto con la bici da corsa e mi interesso a corse a piedi diverse, con maggior fascino e più intense. Scopro la Marathon des Sables nel deserto del Marocco ai confini con l'Algeria. Mi intriga e via. Mi iscrivo senza pensarci due volte nel 2003. Esperienza unica, oserei dire da urlo. Mi preparo come se dovessi preparare una semplice e classica maratona in quanto il tempo a disposizione è quello che è. Tuttavia mi comporto discretamente giungendo 73. assoluto su 700 partecipanti. Al di là del risultato che è relativo, è stata una grandissima soddisfazione giungere al traguardo lucido ed in forma. È una gara che richiede una grande forza mentale ancor più che fisica in quanto si tratta di correre in autosufficienza alimentare su un percorso di dune di sabbia e pietraie lungo complessivamente 250 km. Concludo la gara in una trentina di ore.”
Raccontaci la tua esperienza alla NYC Marathon.
“Negli anni successivi altre maratone e mezze maratone fino ad arrivare ad un mese del compimento dei 50 anni a correre la maratona di NY il 06.11.2011. Partecipanti 47000! Tifo da fare invidia al Maracanà. Dall’inizio alla fine non c’è un attimo di silenzio. Le gambe vanno da sole e la testa non serve più di quel tanto. Entusiasmo mai visto fino ad ora durante una corsa. La maratona di NY non ha rivali. È unica e per chi ama la corsa o ha il desiderio di fare almeno una maratona nella vita deve fare NY. Resterà sempre un ricordo bellissimo ed unico. Che soddisfazione! Uomini, donne, giovani e meno giovani fino agli anziani. Complimenti a tutti! Il tempo leggermente sopra le mie aspettative, ma non importa. La rifarei anche se ci mettessi di più talmente è entusiasmante. Ho concluso in 3 ore e 51 secondi. Classificato 1211. e 89. di categoria. Ricordo a coloro che volessero iscriversi che purtroppo non è evidente partecipare. Se si vuole partecipare singolarmente è necessario avere ottenuto dei tempi corsi nell'anno precedente o medesimo ben definiti dal regolamento e secondo la categoria. Se non si hanno i tempi richiesti è necessario iscriversi tramite la Kuoni Viaggi che organizza un pacchetto gara incluso volo e albergo.
Sono sensazioni uniche ed indescrivibili che consiglio a qualsiasi persona motivata che ha voglia di esperienze che lasciano un bellissimo ricordo.”
Quella di Mauro Bunkofer è indubbiamente una figura di sportivo unica. Di chi riesce a mettersi sempre in gioco, non avendo paura di confrontarsi anche a imprese rischiose, a sforzi autentici. Lo incontriamo ogni tanto allo stadio di Cornaredo, sul mezzogiorno: una corsetta insieme - un po’ si parla, un po’ si scherza - e via di nuovo al lavoro, lui che è direttore di un’importante fiduciaria a Lugano. Protagonista nello sport come nella vita.

domenica 13 novembre 2011

Bruno Invernizzi vince la mezza di Tenero!

GRANDE BRUNO! Campione ticinese a Tenero nella mezza.
Bruno l'indomito. Dopo aver primeggiato come triathleta in stagione, con il primo posto nel circuito olimpico svizzero e la brillante partecipazione all'Ironman delle Hawaii, Bruno Invernizzi ha messo il proprio sigillo anche sulla mezza maratona di Tenero, aggiudicandosi in giornata il Campionato ticinese. Il protacolori del Tri Team Ticino ha percorso i 21,1 km nel tempo di 1:13.02 (3.27 al km) precedendo sul traguardo tutti i migliori podisti cantonali (ad eccezione di Ivan Pongelli, assente): Jonathan Stampanoni, secondo con un distacco di 13", Marco Maffongelli, Michele Salinetti, Luca Foglia e via via tutti gli altri. Il risultato di Bruno è, ancora una volta, la dimostrazione dell'alto livello dei triathleti ticinesi che non solo primeggiano nella triplice, ma dominano la scena anche in singole discipline, come appunto la corsa. A Tenero erano presenti anche altri triathleti, che hanno gareggiato con obiettivi diversi, chi per testarsi sulla lunga distanza, chi semplicemente per un fare un buon allenamento in... compagnia. Il breganzonese Massimo Maffi (Atleti Comacina EU) è invece il Campione ticinese nella maratona (km 42,2) con il tempo di 2:37.39. Si è gareggiato in condizioni climatiche ideali; unico neo, a nostro parere, l'organizzazione che da anni non propone novità a favore degli atleti (fanno stato le poche iscrizioni nella maratona, solo 227), limitandosi a riscuotere le tasse di iscrizione...
Classifiche complete al sito: http://www.maratona-ticino.ch/

mercoledì 9 novembre 2011

Paola Engelhardt, un bell'esempio di sportiva

TENACE Nella tratta a corsa a Zugo.
In Ticino ci sono diversi sportivi che hanno storie interessanti da raccontare. Spesso è gente schiva, che non ama mostrarsi, semplicemente fa sport per il piacere di farlo, magari raggiungendo anche obiettivi di valore. Una di queste è Paola Engelhardt, sicuramente una sportiva d'eccezione!
Puoi presentarti brevemente? 
Sono nata a Locarno 47 anni or sono e, a parte un periodo di 7 anni per studio e lavoro a Zurigo, ho sempre vissuto in questa città. Sono sposata ed ho tre figli tra i 19 ed i 16 anni, tutti molto sportivi. Sono sempre stata una persona molto attiva, ma ho incominciato a praticare sport regolarmente da quando mi sono trasferita a Zurigo. Frequentavo i famigerati "Kondi" organizzati presso l'Uni di Zurigo, ma soprattutto correvo molto sui bellissimi percorsi tracciati nei boschi intorno alla città. Ho incominciato con qualche gara che si svolgeva a Zurigo e dintorni, aumentando le distanze, fino alla mia prima maratona in quel di Francoforte. Per il viaggio di nozze ho partecipato con mio marito alla maratona di New York. Dopo alcuni anni ho voluto sperimentare qualcosa di nuovo: a metà degli anni '90 ho conosciuto Marinella Pezzoli e mi sono decisa a gettarmi sul triathlon che in quel periodo stava conoscendo una forte evoluzione in Ticino. Da quel momento è stata la mia attività sportiva principale, culminata conl'ottavo posto di categoria nell'Ironman a Roth, anche se alternata con periodi dove mi concentravo maggiormente sulla bici, oppure sulla corsa. Ho infatti partecipato ad un paio di gare ciclistiche, tra le quale il Gianetti Day che ho vinto nel 2000, ma ho pure corso una 100 km a Bienne, un'esperienza dura ma molto affascinante. Ho sempre cercato nuovi stimoli, ad esempio nel 2007 quando ho vinto la Coppa Ticino di corsa in salita, oppure d'inverno, partecipando spesso alla Coppa Ticino di cross. Nel 2010 ho dedicato invece l'intera stagione ai Mini Tri, vincendone diversi in giro per la Svizzera, mentre quest'anno mi sono concentrata sulla distanza olimpica, giungendo quarta nella classifica complessiva. Sono sempre riuscita a conciliare lo sport con la famiglia e con le altre attività che svolgo (monitrice di atletica leggera e di walking, organizzatrice di corsi per anziani, controllore di centri fitness ecc.): si tratta di organizzarsi al meglio e di essere disposta a qualche sacrificio, ma se c'è la passione...
SPIRITO DI GRUPPO Durante un campo d'allenamento all'Isola d'Elba.
È da parecchio che gareggi: qual è stata la tua esperienza più bella?
Senza alcun dubbio l'Ironman a Roth nel 2003. L'ambiente era famtastico, con una cornice di pubblico che da noi non possiamo neanche immaginare. Il finale è stato esaltante, nonostante la fatica, con l'arrivo in copia con Marinella Pezzoli nell'arena gremita di spettatori che applaudono. Ma è stata soprattutto la preparazione alla gara che ho apprezzato, con tutta la programmazione, gli allenamenti, anche duri, insieme ai miei "compagni d'avventura", fino alla trasferta in gruppo, con i nostri accompagnatori.
Molto è cambiato nel triathlon negli anni: come hai vissuto l'evoluzione della disciplina?
Un'evoluzione che ho percepito solo in parte e che non ho subito più di quel tanto. Sono rimasta fedele ai miei concetti di allemanento, adattandoli unicamente in funzione del gruppo con il quale mi alleno. Una cosa che sicuramente non è cambiata è il piacere di trovarsi con degli amici per allenarsi insieme! Per il resto, ho l'impressione che tutti, indipendentemente dalle loro capacità, puntino ad avere la migliore attrezzatura possibile, che si è evoluta molto tecnicamente, curando anche i dettagli dell'alimentazione, con integratori, programmi ecc. Alla fine, quando partecipo ad una gara, prima della partenza mi sembra sempre di essere la più debole del gruppo. Insomma, viene un po' a mancare "l'amateur", il triathleta della domenica.
I giovani sembrano poco attratti dal triathlon e dagli sport di fatica in generale: qual è il tuo giudizio al riguardo?
È vero, solitamente preferiscono lo sport di squadra o le discipline/gioco più di tendenza. Tuttavia, ho la fortuna di vedere anche tanti giovani che praticano sport di fatica, probabilmente grazie al fatto che alleno dei ragazzini nell'atletica leggera e che i miei figli si sono indirizzati verso queste discipline. Vedo quindi loro ed i loro amici e li considero gli antesignani di una gioventù che non ha paura di fare fatica per ottenere i risultati che vuole raggiungere. Del resto, abbiamo proprio nel triathlon in Ticino alcuni esempi che fanno ben sperare.
CHI VINCE? Impegnata in uno sprint con l'amica Leila.

Hai ancora dei sogni nel cassetto?
Attualmente mi trovo un po' bloccata a seguito di un problema al ginocchio (sarà l'età?). Mi piacerebbe però per i miei 50 anni potermi preparare al meglio per una maratona cittadina, magari scendendo sotto le 3 ore e 20, limite che l'ultima volta mi è sfuggito di poco. Sarà anche l'occasione per fare un bel viaggio e visitare con calma, dopo la gara, la città che sceglierò, magari insieme a mio marito e un gruppo di amici. 

lunedì 7 novembre 2011

NYC Marathon - Dominio africano

SPETTACOLO  Il biscione variopinto sul ponte di Verrazzano.
Vincono Mutai e la Dado. Bene il ticinese Bunkofer
Dominio degli atleti africani alla Maratona di New York. Tra gli uomini ha vinto il keniano Goeffrey Mutai, 30 anni, nel tempo record di 2:05.06, mentre tra le donne ha trionfato l’etiope Firehiwot Dado, 27 anni, che ha completato il percorso in 2:23.15.
Quasi 50 mila i podisti al via. Tra questi anche il ticinese Mauro Bunkofer di Sorengo che ha chiuso in 3:00.51 (89mo di categoria). Miglior svizzero Viktor Röthlin, 11mo assoluto in 2:12.26.

sabato 5 novembre 2011

Maratona di New York - Il fascino irresistibile della Grande Mela



GRANDE MELA La partenza della NYC è per domani alle 14.40 ora svizzera.

Autunno tempo di maratone. E che maratone! Domani tocca infatti a quella di New York, la più celebre al mondo. Un appuntamento prestigioso al quale anche diversi triathleti ticinesi hanno preso parte in passato. Ricordiamo ad esempio la partecipazione di Michele Caverzasio, Ironman luganese, che nel 2008 realizzò un "crono" di tutto rispetto (2:42.05). Quest'anno ci sarà ancora in nostro Viktor Röthlin che, dopo la delusione dello scorso anno (fu costretto a gettare la spugna al 25mo chilometro), punta a un piazzamento tra i primi dieci. Chi vi scrive ha preso parte alla Maratona di New York nel lontano... 1994. Un'esperienza indimenticabile che avevo fissato su un foglio durante il rientro in aereo, la sera stessa. Lo ripropongo qui di seguito per coloro che magari in futuro vorranno vivere la medesima esperienza.

DA VERRAZZANO A CENTRAL PARK
Le impressioni di un podista amatore tra i partecipanti alla Maratona di New York
"Would you like a drink", mi sento rivolgere d'improvviso da un podista che si trovava proprio in quel momento accanto a me porgendomi un bicchiere con ancora un po' d'acqua raccolto all'ultimo rifornimento. "Thank you", rispondo con affanno, e trangugio con vigore il liquido che rimane nell'involucro, prima di scambiare un cenno di ringraziamento all'occasionale compagno d'avventure che in pochi secondi scompare nella marea di podisti.

STAR Viktor Röthlin.

New York City, sei novembre 1994. Un episodio qualsiasi tra gli infiniti che si sono consumati in occasione della 25ma edizione della più celebre maratona del mondo, quella della Grande Mela appunto. Abbiamo da poco oltrepassato l'indicazione del trentesimo chilometro dei 42 e 125 metri previsti. È questo un momento cruciale per qualsiasi maratoneta. È qui infatti che ognuno comincia a tirare le somme di quello che ha speso e, soprattutto, di quello che può ancora spendere. Dodici chilometri, presi singolarmente, non sono molti per un podista allenato, ma possono diventare un vero e proprio calvario se giungono dopo trenta chilometri percorsi senza risparmio. Del resto, chiunque abbia anche solo una piccola esperienza come maratoneta sa che è proprio da questo punto che inizia la maratona: dal trentesimo chilometro!
L'idea d partecipare a questa grande avventura che è la Maratona di New York risale a qualche anno fa ed è in fondo il sogno che ogni podista amatoriale culla in sè e che vorrebbe un giorno veder realizzato. Sebbene oggi praticamente in ogni angolo del mondo si organizzano maratone sull'arco di tutto l'anno, New York rimane infatti la meta più ambita grazie al suo fascino tutto particolare.
Pronti, via! Alle 10.50 in punto del mattino di domenica 6 novembre, sotto un cielo sereno, lo sparo del cannone mette in movimento una "massa" di non meno di 30 mila concorrenti che prende il via dal ponte di Verrazzano. È un momento impressionante: una folla immensa e colorita stipata nelle pur ampie strade di questo storico ponte lentamente si mette in movimento allungandosi sempre più fino a formare una sorta di biscione variopinto di alcuni chilometri. Giovani e meno giovani, atleti navigati e corridori alle loro prime esperienze, tutti, anche se forse non viene confessato apertamente, hanno una motivazione che li spinge a superarsi: dal campione che corre per vincere, all'atleta che mira ad abbassare il proprio "personale", al vero podista amatore la cui ambizione è innanzitutto quella di giungere alla fine, al Central Park. Ognuno, però, è accomunato dalla stessa volontà di portare a compimento un'avventura entusiasmante, vivendo e assaporando nel corso di questo evento un'atmosfera che è unica nel suo genere.
Trasportati dall'entusiasmo, i primi chilometri vengono percorsi a ritmo sostenuto, agili, quasi senza far fatica. "Go! Go!", si sente gridare dal numerosissimo pubblico assiepato lungo le strade. Ogni tanto si è colpiti dal paesaggio che varia continuamente, oppure da un edificio particolare o ancora da qualche altra curiosità. Si apprezzano anche le numerose orchestrine che animano l'ambiente e che a loro volta contibuiscono a tenere alto il morale. Ma sono senzazioni, queste, che normalmente si vivono solamente all'inizio di una maratona, nei primi chilometri, finché vi sono energie in abbondanza per occuparsi anche di quanto sta al d fuori di noi stessi. Poi, più passano i chilometri, più la respirazione si fa ansimante e le gambe fanno male, ognuno, istintivamente, tende a ripiegarsi su sé stesso risparmiando ogni energia per raggiungere l'ambito traguardo.
Il percorso della maratona si snoda attraverso i cinque "boroughs" di New York: Staten Island, dove è collocata la partenza, Brooklin, Queens, Bronx e infine Manhattan. Descrivere New York in poche righe è un'impresa impossibile. È stata definita in tutti i modi: bella, affascinante, ricchissima, coinvolgente, ma anche triste, impietosa, povera, crudele. New York, crediamo, è tutto e forse il contrario di tutto. C'è chi sostiene che può soltanto essere amata o odiata, non esistono vie di mezzo. Di certo si sa che è la capitale dell'alta finanza non meno che dell'arte, del teatro come della musica e di quant'altro ancora. In una parola: la locomotiva del mondo, un punto di rifeirmento per chi voglia sentirsi al passo con le novità.
30 MILA PODISTI Sul ponte di Verrazzano.
Oltre la 110th Street, siamo ormai entrati a Manhattan, la zona più rappresantativa di New York, dove, oltre all'Empire State Building, al Madison Square Garden, c'è anche il Central Park, ovvero il luogo in cui è posto lo striscione d'arrivo. Qui il pubbilico è veramente numeroso, centinaia di migliaia di persone, e molto caloroso: un coinvolgimento nell'evento eccezionale a vedersi.
Due ore e cinquanta minuti. Ormai è il 40mo chilometro. Forse l'obiettivo di scendere sotto le tre ore è raggiunto. Ma occore stringere il denti. Le ultime centinaia di metri sono ad un tempo terribili ed entusasmanti. Trasportati dall'incitamento della gente si vivono momenti di grande emozione. Ecco l'agognato striscione d'arrivo. Il pubblico è sempre più numeroso e festante. Vi è ancora energia per compiere un ultimo allungo e... superare finalmente la linea d'arrivo.
La sensazione che si prova in questo momento è difficile da spiegare a parole: d'un tratto la sofferenza sembra svanire per lasciare il posto ad uno stato totale beatitudine al quale ci si abbandona competamente.
Il sole d'autunno è tiepido in questo primo pomeriggio nuowayorkese, e gli alberi di Cental Park sono tinti di splendidi colori." (Nicola Pfund)

giovedì 3 novembre 2011

Igor Nastic racconta il suo Ironman 70.3 di Miami

MIAMI ORE 7 Il gruppo dei PRO in attesa dello sparo che darà il via alla gara (Igor è l'atleta tutto a sinistra).

Qualche giorno di (meritato) riposo a Palma de Mallorca. Sdraiato a godersi gli ultimi scampoli dell'estate spagnola. Un drink sul tavolino, lo sguardo verso il cielo azzurro e i pensieri che corrono ad una stagione appena conclusa che lo ha visto protagonista. È tempo di bilanci e di nuovi progetti, il 2012 si preannuncia ricco di belle promesse. Ma intanto ecco il bel racconto dell'ultima gara alla quale ha preso parte Igor Nastic in questa stagione, il 70.3 di Miami.
  
IL MIO IRONMAN 70.3 DI MIAMI
di Igor Nastic 

Tempo da lupi metropolitani all’ombra dei grattacieli di Miami. La gara dei professionisti ha inizio alle 7.00. Seguono per oltre un’ora e mezza le diverse “wave”, ovvero le onde dei gruppi di età per un totale di circa 2500 atleti. Correre tra i PRO è un po’ il sogno di tutti gli sportivi. E poter vivere questi momenti mentre mi appresto a terminare la carriera – uno, due anni ancora? – è una gran bella soddisfazione.
Centinaia di atleti si riversano nella zona di partenza, mentre una trentina di PRO attendono sul pontile di potersi tuffare nell’oceano per fare qualche bracciata. Saranno loro ad aprire le danze. Il segnale dell’arbitro però si fa attendere perché è ancora buio pesto: c’è chi trema, chi pronuncia i primi “fuck” del giorno e chi come il sottoscritto sorride per la situazione. Finalmente dopo una ventina di minuti sotto la pioggia ci tuffiamo. L’acqua è scura, i maestosi grattacieli sono spettrali, l’attesa della partenza incute timore.
Finalmente lo sparo liberatorio fa girare le braccia a tutta. Esco col secondo gruppo: i primi nuotatori sono troppo veloci. Il cambio nuoto – bici avviene senza troppi intoppi. Cerco di tenere a distanza il gruppo di inseguitori formato da 6 o 7 atleti. Sono prudente, le strade sono bagnate, ci sono raffiche di vento. Vedo un primo atleta ritirarsi, nel frattempo il gruppo accelera. Non voglio correre rischi, li osserverò a distanza sulla lunga tirata che prevede il percorso. Nel frattempo mi raggiunge un atleta. È un missile e seguo le sue traiettorie. È una gara “no draft”, ovvero senza scia. Per i PRO è difficile mettersi in scia e sfuggire agli occhi vigili degli arbitri. Per fortuna! Per gli age group, invece, vi saranno dei veri e propri treni di scia. Al singolo decidere se stare o meno al gioco… sporco. Non ho tempo per queste riflessioni in gara. Arrivo ad un sottopassaggio, vedo un altro atleta ritirato e mi chiedo cosa stia succedendo. Non fa in tempo ad alzare il pollice per incoraggiarmi che perdo il controllo della bici sulla scivolosa pavimentazione nera che precede i binari. La bici da una parte, chiappe e scapole dall’altra. Qualche metro di scivolata sull’asfalto condito con sabbia e sassolini. Il film della gara sembra già terminato. Rientro sconfitto in zona cambio, mi scuso con l’amico Popo che mi ha accompagnato da Bellinzona a Miami e mi concedo una birra amara? No, non sono venuto a Miami per ritirarmi dopo 10km di bicicletta! Salgo sul mio mezzo, raddrizzo la manopola dei freni, controllo che non via sia nulla di rotto: l’anca fa un po’ male, ma nulla di grave. Guardo i poliziotti che attendevano sui binari e gli dico due cose: “I’m gonna finish the race” e prima di ripartire “Maybe it would be better if you tell the athtletes to slow down…”. Non mi interessa se l’ho pronunciato correttamente. Mi arrabbio con loro, mi arrabbio con le circostanze e mi arrabbio con me stesso. Riprendo la gara, la motivazione non è quella di prima. Mi superano 4 atleti nei successivi 20km. Non sono contento. A 30km dalla fine mi raggiunge ancora un avversario. Andiamo più meno alla stessa velocità. Nella correttezza prevista dal regolamento arriviamo in zona cambio con qualche decina di metri di distanza. Nel frattempo ci ha raggiunti un altro atleta. Dopo il cambio siamo in tre a poche decine di metri: i primi intanto sono già lontani, hanno già fatto l’andata e il ritorno del mastodontico ponte che collega Miami al suo porto. Sul ponte vi sono raffiche di vento al limite dell’assurdo, mi pare di correre sul posto. Proprio in quel momento a distanza di pochi minuti i due colleghi di gara cedono. Guardo la mia divisa a brandelli sulla coscia, la spalla e l’avambraccio bruciano. Qualcuno del pubblico grida “looking good!”. Sorrido e piango. Sangue, lacrime e pioggia. Al primo dei due giri scorgo Popo rimasto deluso. Lo abbraccio e riparto: è la nostra gara, sto dando il massimo. Il resto sono circostanze di fortuna e sfortuna. Termino la prova al 23.esimo posto assoluto: non mi batte nessun atleta degli “age group”. Posso essere contento, nel mio piccolo la mia gara l’ho vinta. Cadere e rialzarsi. O meglio: cadere è rialzarsi!
È stata una bella esperienza, ho capito diverse cose su cui lavorare nei prossimi mesi. Sono tornato nei paradossali States che mi lasciano sempre un misto di dolce e amaro, affascinandomi come sempre.
Un’esperienza indimenticabile. Forse il miglior modo per terminare l’entusiasmante 2011 sportivo: ripartire nel 2012 col sorriso e con un piccolo conto in sospeso…

Ricordiamo che per essere aggironati sulle imprese di Igor basta entrare nel suo BLOG personale (peraltro molto bello ed interessante) all'indirizzo http://www.distanza.ch/.
... da parte nostra un augurio ad Igor per un grande e scoppiettante 2012!

martedì 1 novembre 2011

20 post-2000 lettori!


GRAZIE Viva il triathlon!
Un blog creato così, un po' per caso, un po' per gioco. Soprattutto con uno scopo: dare più risalto ad una disciplina, il triathlon, a volte inspiegabilmente un po' "trascurata" dai media ufficiali. Detto-fatto, il nuovo blog viene creato poco più di un mese fa. E oggi ci ritroviamo con un sito già seguitissimo e molti apprezzamenti che ci giungono via mail. Fa piacere, indubbiamente, per la disciplina e per i protagonisti sin qui intervistati. A ben guardare il merito è soprattutto loro, meglio delle loro storie, imprese, sogni, obiettivi. Abbiamo sempre pensato che il popolo dei triathleti è costituito da grandi personaggi, gente di spessore. Esempi da proporre. Ci sono arrivati dei commenti alcuni davvero commoventi: "il blog è molto bello", ha detto qualcuno "si vede che in esso c'è molta passione per questo sport". Come dirgli di no? E ancora, "devo essere sincero, questo blog mi ha fatto conoscere uno sport di cui ancora sapevo poco". Non dimentichiamolo: il triathlon è una disciplina per molti ancora da scoprire. Ma poi, "mi piacerebbe provare...", aggiunge qualcuno. E allora noi cerchiamo di indirizzarlo. Apprezzamenti anche per le interviste: "mi ha colpito quella a Nicolas Beyeler, un duro che non molla e che prima o poi ruscirà a dimostrare il suo valore". "Incredibile la signora (Mary Torre) che a 55 anni è disposta a mettersi in gioco, una roccia". "Fantastica la prestazione di Andrea Zamboni alle Hawaii". E ancora: "è bello sentire che un grande campione come Christoph Mauch è disposto a mettersi in gioco in un mini-tri, segno che la passione per questo sport è davvero infinita". I ticinesi alle Hawaii? "Essere in questo elenco è davvero una bella impresa se si pensa che si è in 16 in un mondo che conta 7 miliardi di persone". E per finire: "sono curioso di leggere i consigli di Ivan Pongelli per migliorarmi nella corsa". E arriveranno, a breve, anche i consigli di Ivan. E poi altre interviste a triathleti di casa nostra che meritano di essere conosciuti.... e tanto altro ancora. SEGUITECI!
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