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martedì 7 ottobre 2014

IRONMAN FINISHER TICINO (elenco definitivo)

La lista degli Ironman Finisher Ticino è cresciuta nel corso del 2017, ora comprende in tutto 111 atleti. Nella quantità non è cambiato molto, è sempre un club piuttosto esclusivo. Però, insomma, siamo già oltre il centinaio e nel piccolo Ticino è pur sempre un numero ragguardevole. Ricordiamo che per poter essere inclusi nell'elenco occorre aver portato a termine almeno una volta una prova su distanza Ironman del circuito ufficiale WTC (World Triathlon Corporation). Grazie alla segnalazione di alcune/i amiche/ci abbiamo aggiornato la lista che dovrebbe ora essere definitiva.

sabato 7 gennaio 2012

Intervista a Ivan Minini, giovane speranza del triathlon ticinese

Il talento locarnese racconta come è giunto al triathlon, come riesce a conciliare studi e sport e quali sono i suoi obiettivi per il 2012.
IVAN MININI Un talento del triathlon ticinese.
Ivan Minini, classe 1992, è un giovane triathleta di talento. Abita a Verscio e frequenta l’ultimo anno di liceo. Durante la passata stagione è riuscito a mettersi in luce in diverse gare del Circuito svizzero, nella categoria riservata agli juniores. Quest’anno gareggerà sulla distanza olimpica, nella categoria superiore, dove spera di finire tra i top 10. Lo abbiamo raggiunto per un intervista, chiedendogli anzitutto di raccontarci il suo “percorso” sportivo.
“Mi è sempre piaciuto praticare sport. Ho iniziato come tutti a giocare a calcio appena iniziate le elementari nel raggruppamento Melezza, praticavo già allora più sport: tennis, corsi di nuoto, arrampicata, bici (insieme a mio padre). Poi con l’età ho capito che il clima che si respirava nel calcio non era per me, troppo aggressivo, e dove anche se ti impegni al massimo non sempre le cose vanno secondo logica. Con l’inizio del Liceo abbandono il calcio e passo all’atletica, sotto la visione di Ivo Pisoni. La corsa è sempre stato il mio forte e ho subito raggiunto buoni risultati: nei miei primi 3 anni ho conquistato parecchi titoli a livello cantonale ottenendo la selezione al Progetto Brixia".
E il passaggio al triathlon?
“Già da piccolo avevo partecipato diverse volte ai kids di Locarno, che per me era un appuntamento fisso. Dal 2007 ho deciso di dare più peso a questo sport, che mi piaceva in quanto è variato e non monotono come una singola disciplina. Il mio primo allenatore è stato Ivo Zarro, che ci allenava nell’USA e ci ha preparato i primi piani di allenamento. Per 2-3 anni mi sono allenato con Adriano Engelhardt che è poi passato all’atletica, mentre io sono rimasto sulla triplice. Dopo questo periodo ho conosciuto Damiano Vedova grazie al quale ho migliorato ulteriormente le mie capacità. Da quest’anno mi sono affidato a Christophe Pellandini, con il quale stiamo lavorando soprattutto sul nuoto, il mio punto debole".
IN POSIZIONE Per guadagnare secondi sugli avversari.
Come riesci a conciliare studi e sport?
“Conciliare sport e studi non è sempre facile, ma con una buona organizzazione ci si può riuscire. Ricordo i primi anni di liceo: era un casino, mi piace chiamarlo “pasticcio”, la mia organizzazione era pari a zero, poi a furia di “legnate” ho imparato. Nel caso degli studenti è importante organizzare bene il tempo nelle ore buche e nel tempo subito dopo la fine della scuola di modo che in serata si ha il tempo di allenarsi senza l’ansia di studiare. Bisogna fare dei sacrifici, ma penso che ne vale la pena, non ci si può permettere di perde tempo con playstation o con il PC altrimenti si “pasticcia”. La scuola deve stare comunque al primo posto, lo sport poi si adegua.
Curiosità: ricordo la settimana del triathlon di Locarno, martedì avevo in programma 1h 30min in bici ma non avevo tempo dopo scuola, cosa fare? Sveglia alle 5.30 e il problema è risolto…".
I tuoi allenamenti?
"Al momento mi alleno 10-11 volte a settimana per un totale che varia da 10 a 15 ore a settimana, mettendo l’accento su corsa e nuoto. Mi alleno a Tenero per il nuoto e per il resto dove capita nel locarnese. Solitamente nel dopo scuola e nelle pause sul mezzogiorno se necessario".
Quali obiettivi per il 2012?
“Christophe a fine stagione mi aveva avanzato la proposta di richiedere la tessera pro e gareggiare insieme a Nils Anderlind, ma fatti due calcoli ho subito rifiutato poiché ho gli esami a giugno e il mio livello nel nuoto è ancora troppo basso. Quest’anno il mio obbiettivo è soprattutto migliorare nel nuoto. Inoltre mi aspetta il salto di categoria negli agguerritissimi “age group” su distanza olimpica. Dovrò fare un po’ di esperienza, ma spero comunque di riuscire a difendermi bene. Spero di finire nella top 10 del Circuit".

LA CORSA Il punto forte di Ivan.
Ivan è un giovane appassionato di sport. Purtroppo uno dei pochi triathleti di talento in Ticino. La nostra disciplina è oggi ben rappresentata per ciò che concerne il settore “age group”, sia nelle corte come nelle lunghe distanze (Ironman), ma accusa un indubbio ritardo nella cura del settore giovanile. Le ultime notizie riguardo la creazione del Team Triathlon Bellinzonese e del Team Triathlon Capriasca, strutturati proprio nell’ottica di una maggiore sensibilità verso i giovani, è confortante. In altri Cantoni della Svizzera e anche in Italia, anche la scuola partecipa organizzando prove di triathlon per i ragazzi. Da noi nulla o poco. Peccato perché il triathlon è uno sport completo che diverte e appassiona anche i più piccoli. Basta assistere alle prove dei “Kids” del Triathlon di Locarno per rendersi conto dell’entusiasmo dei bambini nel partecipare a queste prove. Speriamo che qualcosa cambi e a breve. Perché senza giovani, e su questo tutti saranno d’accordo, non c’è futuro.

venerdì 2 dicembre 2011

È nato il Team Triathlon Bellinzonese!


NUOVO NATO  Il Team Triathlon Bellinzonese

Buone nuove dal mondo del triathlon ticinese: è infatti da poco nata una nuova società. Si chiama Team Triathlon Bellinzonese ed è rivolta soprattutto a giovani sportivi di ambo i sessi di età compresa tra i 7 ed i 16 anni che vogliono iniziare con il triathlon.
La società è già attiva, organizzando allenamenti tutti i sabati mattina a Tenero, con il seguente programma:

Dalle 09.00 alle 09.45 scuola della corsa e giochi
Dalle 10.00 alle 10.45 info su nuovo progetto (cosa è il triathlon e cosa viene proposto)
Dalle 11.00 alle 12.00 nuoto

Viene organizzato il trasporto in pulmino a Tenero e rientro.

Responsabile del nuovo team di formazione è Christian Ghidossi che è a disposizione degli interessati per ogni informazione (079/279 47 01, oppure teamtrib@gmail.com).

Insomma, una bella opportunità per i bellinzonesi per avvicinarsi alla triplice disciplina!

lunedì 28 novembre 2011

Nils e Sven Anderlind, ragazzi d’oro del triathlon ticinese


TALENTO Nils Anderlind impegnato nella tratta a corsa.
Bravi, simpatici, determinati. Soprattutto forti. Anzi fortissimi. Nils e Sven  Anderlind sono i ragazzi d’oro del triathlon ticinese. In primo luogo per la loro età, sui vent’anni. Poi per i progressi compiuti, assolutamente notevoli e in poco tempo. Se a ciò aggiungiamo che sono seguiti da un tecnico appassionato e di lungo corso come Christophe Pellandini, il quadro è completo. Certo, il loro background sportivo è importante, soprattutto per quegli infiniti allenamenti in acqua (entrambi sono ex nuotatori) che ne hanno costruito la notevole resistenza di base. Ma c’è di più in questi ragazzi, ed è forse una parola chiamata… talento. Che potrebbe in pochi anni proiettarli nell’élite del triathlon svizzero e internazionale. Li abbiamo avvicinati per una breve intervista.  

Anzitutto ecco una loro scheda:
Nils Anderlind:
Nato nel 1991. All’età di circa 5 anni comincia a nuotare nella Lugano 84, dove già il fratello Sven già ci… sguazza. Da lì in poi comincia a fare le prime “garette” per bambini.
A 9 anni partecipa ai primi Campionati ticinesi, dove vince  una trentina titoli di categoria dimostrano subito il suo talento.
A 14-15-16 anni prende parte al Criterium (campionati svizzeri giovanili) riuscendo ad assemblare 5 titoli di categoria nei 200, 400, 800 stile libero e 200 delfino e dorso.
Col passare del tempo il nuoto comincia però a stancarlo e quindi nel 2008 comincia a fare triathlon.
Nel frattempo anche il suo allenatore di nuoto, Christophe Pellandini, si è innamora della triplice costituendo il Team Triathlon Capriasca, squadra nella quale oggi Nils è tesserato. Nel 2010 riesce a vincere il Circuito junior svizzero, risultato che gli ha permesso quest’anno di gareggiare nella categoria PRO e di disputare le gare di Coppa d’Europa.
È studente di economia aziendale presso la SUPSI di Manno.

Sven Anderlind:
Nato nel 1987. All’età di 6 anni inizia a frequentare i corsi di nuoto nella Lugano 84. Si trova subito bene, sente  da subito che l’acqua è il suo ambiente naturale. Inizia a fare le mie prime gare di nuoto, ottenendo buoni risultati. A 10 anni comincia a fare i Campionati ticinesi di categoria con risultati da podio.
A 12 anni smette col nuoto per mancanza di motivazioni e inizia con il Tennis da tavolo, sua grande passione ancora adesso, dove tra l’altro è stato campione ticinese U15.
Dopo due anni di stop, dove mangia cioccolata e beve cola in modo un po’ “esagerato”, decide di andare a correre e di ricominciare a fare qualche vasca, motivato anche dal fratello Nils.
Nel 2009 aderisce alla nuova squadra di triathlon della Capriasca, dove tuttora è atleta ed allenatore.
Nel triathlon ha, come risultato di maggior prestigio, il secondo posto di quest’anno nel Circuito svizzero di categoria 20-34 anni sulla distanza olimpica. È studente presso la SUPSI in ingegneria meccanica.

SVEN ANDERLIND Un passato da nuotatore per diventare protagonista nel triathlon.

Ed ora qualche domanda…

Come siete giunti al triathlon?
Nils:
Come detto, soprattutto a causa di una situazione di stanchezza motivazionale nel nuoto e quindi seguendo le ombre di mio fratello che mi ha aperto al mondo del triathlon.
Sven:
Grazie al mio caro amico Aramis Sardi, che mi ha trascinato in questa bellissima disciplina.

Cosa vi attrae di più della triplice disciplina?
Nils:
Il fatto di poter combinare tre discipline nello stesso tempo.
Il lato tecnico e tattico, per esempio saper gestire le forze in bici per dare il massimo nella frazione di corsa.
La differenziazione negli allenamenti.
Sven:
A differenza di quasi tutti gli altri sport, nel triathlon si ha la possibilità di diversificare l’attività. Sono molto attratto dalla multidisciplinarietà.

Quante ore dedicate all’allenamento in settimana?
Nils:
18/20 al massimo.
Sven:
17/19 al massimo

Qual è il punto forte (e quello debole) di… tuo fratello?
Nils:
Punto forte: si abitua in qualsiasi situazione.
Punto debole: a volte non c’è con la testa e devo trascinarlo.
Sven:
Punto forte: incredibile determinazione.
Punto debole: a volte vuole strafare quindi cerco di frenarlo.

Il vostro obiettivo per il 2012?
Nils:
Migliorare nella frazione di corsa, il mio 36’/37’ non basta in coppa Europa dove la media dei primi 20 sui 10km è di 32min. Senza infortunarmi…
Sven:
Migliorare la frazione podistica e vincere il Circuito svizzero di categoria sulla distanza olimpica.

E quello più in generale per la carriera?
Nils:
Il mio “sogno nel cassetto” è quello di poter gareggiare un giorno in Coppa del mondo.
Sven:
Arrivare a vincere un 70.3 di categoria.

Obiettivi realistici, ne siamo convinti. Così come crediamo che già dalla prossima stagione sia Nils che Sven dimostreranno di aver compiuto ulteriori progressi. La determinazione c’è, la voglia di migliorarsi pure.  Quella di Nils e Sven Anderlind è una storia interessante anche per la loro “riconversione sportiva”, da ex nuotatori a triathleti di punta. Un bell’esempio, indubbiamente. Un’ideale evoluzione che potrebbe essere adottata da molti ex nuotatori (ma anche ciclisti e/o podisti), ragazzi che troverebbero nel triathlon una disciplina ideale, anche più variata e stimolante, per continuare a fare sport. Non capita spesso, anzi sovente si imboccano altre strade, prima fra tutte quella della cessazione “tout court” dell’attività, spesso come reazione di rigetto. Un vero peccato! A questi ragazzi ci verrebbe da dire, prendete esempio da Nils e Sven, ieri nuotatori e oggi speranze del triathlon ticinese e svizzero. E chissà, forse domani campioni nella triplice. Glielo auguriamo di tutto cuore, ma intanto a loro vanno i nostri migliori auguri per un 2012 scoppiettante!

mercoledì 9 novembre 2011

Paola Engelhardt, un bell'esempio di sportiva

TENACE Nella tratta a corsa a Zugo.
In Ticino ci sono diversi sportivi che hanno storie interessanti da raccontare. Spesso è gente schiva, che non ama mostrarsi, semplicemente fa sport per il piacere di farlo, magari raggiungendo anche obiettivi di valore. Una di queste è Paola Engelhardt, sicuramente una sportiva d'eccezione!
Puoi presentarti brevemente? 
Sono nata a Locarno 47 anni or sono e, a parte un periodo di 7 anni per studio e lavoro a Zurigo, ho sempre vissuto in questa città. Sono sposata ed ho tre figli tra i 19 ed i 16 anni, tutti molto sportivi. Sono sempre stata una persona molto attiva, ma ho incominciato a praticare sport regolarmente da quando mi sono trasferita a Zurigo. Frequentavo i famigerati "Kondi" organizzati presso l'Uni di Zurigo, ma soprattutto correvo molto sui bellissimi percorsi tracciati nei boschi intorno alla città. Ho incominciato con qualche gara che si svolgeva a Zurigo e dintorni, aumentando le distanze, fino alla mia prima maratona in quel di Francoforte. Per il viaggio di nozze ho partecipato con mio marito alla maratona di New York. Dopo alcuni anni ho voluto sperimentare qualcosa di nuovo: a metà degli anni '90 ho conosciuto Marinella Pezzoli e mi sono decisa a gettarmi sul triathlon che in quel periodo stava conoscendo una forte evoluzione in Ticino. Da quel momento è stata la mia attività sportiva principale, culminata conl'ottavo posto di categoria nell'Ironman a Roth, anche se alternata con periodi dove mi concentravo maggiormente sulla bici, oppure sulla corsa. Ho infatti partecipato ad un paio di gare ciclistiche, tra le quale il Gianetti Day che ho vinto nel 2000, ma ho pure corso una 100 km a Bienne, un'esperienza dura ma molto affascinante. Ho sempre cercato nuovi stimoli, ad esempio nel 2007 quando ho vinto la Coppa Ticino di corsa in salita, oppure d'inverno, partecipando spesso alla Coppa Ticino di cross. Nel 2010 ho dedicato invece l'intera stagione ai Mini Tri, vincendone diversi in giro per la Svizzera, mentre quest'anno mi sono concentrata sulla distanza olimpica, giungendo quarta nella classifica complessiva. Sono sempre riuscita a conciliare lo sport con la famiglia e con le altre attività che svolgo (monitrice di atletica leggera e di walking, organizzatrice di corsi per anziani, controllore di centri fitness ecc.): si tratta di organizzarsi al meglio e di essere disposta a qualche sacrificio, ma se c'è la passione...
SPIRITO DI GRUPPO Durante un campo d'allenamento all'Isola d'Elba.
È da parecchio che gareggi: qual è stata la tua esperienza più bella?
Senza alcun dubbio l'Ironman a Roth nel 2003. L'ambiente era famtastico, con una cornice di pubblico che da noi non possiamo neanche immaginare. Il finale è stato esaltante, nonostante la fatica, con l'arrivo in copia con Marinella Pezzoli nell'arena gremita di spettatori che applaudono. Ma è stata soprattutto la preparazione alla gara che ho apprezzato, con tutta la programmazione, gli allenamenti, anche duri, insieme ai miei "compagni d'avventura", fino alla trasferta in gruppo, con i nostri accompagnatori.
Molto è cambiato nel triathlon negli anni: come hai vissuto l'evoluzione della disciplina?
Un'evoluzione che ho percepito solo in parte e che non ho subito più di quel tanto. Sono rimasta fedele ai miei concetti di allemanento, adattandoli unicamente in funzione del gruppo con il quale mi alleno. Una cosa che sicuramente non è cambiata è il piacere di trovarsi con degli amici per allenarsi insieme! Per il resto, ho l'impressione che tutti, indipendentemente dalle loro capacità, puntino ad avere la migliore attrezzatura possibile, che si è evoluta molto tecnicamente, curando anche i dettagli dell'alimentazione, con integratori, programmi ecc. Alla fine, quando partecipo ad una gara, prima della partenza mi sembra sempre di essere la più debole del gruppo. Insomma, viene un po' a mancare "l'amateur", il triathleta della domenica.
I giovani sembrano poco attratti dal triathlon e dagli sport di fatica in generale: qual è il tuo giudizio al riguardo?
È vero, solitamente preferiscono lo sport di squadra o le discipline/gioco più di tendenza. Tuttavia, ho la fortuna di vedere anche tanti giovani che praticano sport di fatica, probabilmente grazie al fatto che alleno dei ragazzini nell'atletica leggera e che i miei figli si sono indirizzati verso queste discipline. Vedo quindi loro ed i loro amici e li considero gli antesignani di una gioventù che non ha paura di fare fatica per ottenere i risultati che vuole raggiungere. Del resto, abbiamo proprio nel triathlon in Ticino alcuni esempi che fanno ben sperare.
CHI VINCE? Impegnata in uno sprint con l'amica Leila.

Hai ancora dei sogni nel cassetto?
Attualmente mi trovo un po' bloccata a seguito di un problema al ginocchio (sarà l'età?). Mi piacerebbe però per i miei 50 anni potermi preparare al meglio per una maratona cittadina, magari scendendo sotto le 3 ore e 20, limite che l'ultima volta mi è sfuggito di poco. Sarà anche l'occasione per fare un bel viaggio e visitare con calma, dopo la gara, la città che sceglierò, magari insieme a mio marito e un gruppo di amici. 

sabato 22 ottobre 2011

I ticinesi alle Hawaii

In genere si ritiene che per potersi fregiare del titolo di "Ironman" occorre avere fatto almeno una volta le Hawaii, considerate l'Università del triathlon. Non sappiamo se ciò sia giusto o meno, in ogni caso l'aver disputato quella gara ha un significato particolare, non fosse perché il triathlon è nato proprio lì. Quest'anno l'Ironman ha festeggiato la 35ma edizione e, pensate, al via c'era anche qualche atleta che vi ha preso parte... trenta volte! Uno svizzero, Hansjörg Fässler, 65enne ex prof. di ciclismo, era alla sua 20ma partecipazione (per la cronaca Fässler, in 25 anni di carriera, ha disputato oltre 70 Ironman, vincendo 5 volte nella sua classe d'età a Kona!). Fenomeni. E in Ticino? Quali sono i/le triathleti/e che sono andati almeno una volta alle Hawaii? Abbiamo preparato questo elenco, dovrebbe essere completo (18 atleti), ma se mancasse qualcuno (o qualcuno dovesse essere stato incluso per sbaglio) attendiamo un vostro cenno...
IRONMAN FINISHER TICINO
Paolo Bertarelli
Nicolas Beyeler
Mattia Bionda
Jean-Marc Cattori
Michele Caverzasio
Roland Eble
Michele Giovagnoni
Barbara Guglielmetti
Bruno Invernizzi
Igor Nastic
Gabriella Picco
Nicola Pfund
Thomas Schoetzau
Patrick Spinedi
Mary Torre
Melanie Tunesi
Silvia Wieneke
Andrea Zamboni

sabato 15 ottobre 2011

Mary Torre e un obiettivo chiamato "Ironman"

AGGUERRITA Mary torre posa con la sua bici di alta gamma.
Il triathlon non ha età. Ne è la dimostrazione Mary Torre che il prossimo anno parteciperà all'Ironman di Zurigo con l'obiettivo di staccare la qualifica per le Hawaii. A 55 anni d'età. Quindi, mentre la maggior parte dei suoi coetanei (maschi) cominciano a pensare ad una tranquilla pensione, pantofole, pipa e caminetto... lei si prepara con grande determinazione per affrontare 3,8 km a nuoto, 180 km in bici e 42,2 km a corsa. Come chiamarla? Per noi è semplicemente "pura grinta al femminile"!
Dall'ippica al... triathlon
MANAGER  a tempo pieno.
Mary Torre è responsabile per il Ticino della clientela aziendale per Sympany Assicurazioni SA, dove è impiegata a tempo pieno. Curioso il suo approccio al triathlon come ci racconta lei stessa: "Sono sempre stata appassionata di cavalli fino ad acquistarne uno e cimentarmi in concorsi ippici a livello cantonale e nazionale, per poi abbandonare le competizioni dopo circa 15 anni e cavalcare per diletto fino al 7 dicembre 1999, data di un incidente stradale relativamente grave che mi ha tenuta lontano dall'equitazione per quasi un anno. Per la riabilitazione ho fatto spinning, nuoto e corsette accompagnata dal mio cane. La bici da corsa mi ha sempre "attratto" e nel 2001 l'acquisto... nello stesso anno per caso ero a Locarno durante il triathlon che fino a quel momento ne avevo solo sentito vagamente parlare... Nel 2002, la mia prima gara di triathlon sulla corta distanza...È nata una nuova passione.
I primi due anni l'appuntamento era il "Mini-Tri" di Locarno, naturalmente senza grandi prestese... mi dicevo: "Alla mia età ormai...", in ogni modo il mio primo obbiettivo fu d'imparare a nuotare a stile libero e nel 2005 corsi il primo MD a staffetta ed io nuotai i 2500 crawl nel lago... finendo poi la gara al terzo posto! Che conquista! Da lì è stato un crescendo, da diverse gare "short" in Svizzera interna, per poi passare alla distanza olimpica.
Nel 2008 ho accompagnato Bruno Invernizzi e Barbara Guglielmetti alle Hawaii... Affascinata dalla magica atmosfera dissi. "A 55 anni correrò un IM",... ed "il tarlo ha iniziato a lavorare nella mia testa".
Prepararsi per affrontare l'Ironman è una sfida non da poco. Dove trovi la motivazione per puntare a questo obiettivo così ambizioso?
"Nel settembre del 2009 ho affrontato il primo MD a Locarno, l'anno successivo un 70.3, di nuovo il MD di Locarno e un IM a staffetta dove ho fatto la tratta in bici (180 km). Quest'anno ho corso due 70.3 ed il MD di Locarno e ad ogni gara ho migliorato le mie prestazioni... . Da un paio d'anni ho allungato sempre di più le mie uscite in bici e gli alleamenti a nuoto e a corsa. Dentro di me è maturata a poco a poco la consapevolezza che fisicamente ce la posso fare... Diciamo che dopo la vacanza alle Hawaii ho cominciato a "lavorare" per "vivere il mio sogno" e la motivazione diventa sempre più forte. È come mettere assieme un puzzle, allenamenti, nutrizione, materiale, palestra e mente... il 15 luglio 2012 deve funzionare tutto... io credo e voglio crederci fino in fondo... questa è la mia personalissima motivazione: realizzare un  sogno!"
Come è strutturata una tua settimana-tipo di allenamento?
"Ho un piano di allenamento da seguire che, nelle settimane di carico maggiore, raggiunge circa le 16 ore di allenamento. Pianifico nell'agenda professionale gli appuntamenti con "me stessa" cercando di equilibrare al meglio il lavoro, sport e vita sociale. Avere un programma aiuta molto... anche se inizialmente ho avuto difficolta a far quadrare tutto... ma da quest'anno funziona bene. In ogni modo bisogna saper essere flessibili e dare le giuste priorità per affronatre gli allenamenti con serenità. Il lavoro è una componente importante e non trascurabile nella mia vita. Quindi a volte levatacce all'alba per correre, mezzogiorno in bici, piuttosto che in palestra e alla sera ancora nuoto o bici... Di regola è 2nuoto-2bici-2corsa-2palestra. Il grosso dell'allenamento è poi concentrato sul fine settimana e c'è sempre il posto per un giorno alla settimana di "niente sport".
Gli infortuni sono sempre dietro l'angolo e possono compromettere una stagione. Come cerchi di prevenirli?
"Ho abituato gradualmente il mio fisico a sopportare sempre maggiori sforzi. La fortuna di dover allenare tre discipline tra cui il nuoto, aiuta moltro a prevenire gli infortuni. Inoltre più ci si allena più si impara a "dar retta" al proprio corpo e a volte, ascoltare i piccoli segnali e saper fermarsi un giorno in più, sono buone soluzioni. Delusioni, gare non terminate e alcuni medici che consigliavano di lasciar perdere le competizioni anche considerando l'età... Hanno creato dubbi e incertezze, ma la mia testa voleva continuare ed io ho avuto la meglio... Infatti, da quest'anno grazie ad un integratore alimentare si è risolto questo problema. Ad ogni modo infortuni o imprevisti fanno parte dl gioco... Il difficile è saper gestirli e star fermi il tempo necessario...
IN GARA Nella frazione in bici.
Come vedi il triathlon al femminile in Ticino? Quali sono le possibilità di sviluppo?
"Il triathlon al femminile, e non solo, in Ticino, trovo che a poco a poco si sta espandendo. Un po' lentamente, certo, c'è ancora tanta "fantasia" attorno a questo sport. Ma ed esempio proprio in questi giorni, durante l'allenamento in palestra ho incontrato uno che, sentito il mio progetto, mi ha detto: "Caspita, voglio provare anch'io a fare un Ironman!". La verità è che il triathlon, una volta che si conosce è... contagioso. Si vuol provare, mettersi alla prova. Inoltre, da parte mia sono tre anni che, come addetta stampa del Tri Team Ticino, mi occupo di scrivere resoconti. Penso che ogni appassionato della triplice dovrebbe impegnarsi per fare conoscere maggiormente il nostro bellissimo sport. Certo, in Ticino avere una prova di triathlon anche a Lugano, magari ad inizio estate, sarebbe eccezionale. Vedremo, io sono speranzosa, magari un giorno qualcuno si muoverà. Per il resto ho già coinvolto diverse amiche che adesso praticano regolarmente... Insomma, provare per credere! Mai stata così bene... e poi il triathlon è adatto a tutti con la sua vasta scelta di distanze e categorie.. e allora dico, forza fatevi avanti!

VOLERE È POTERE... NE SONO FERMAMENTE CONVINTA!!!!

Ne siamo convinti anche noi e allora... forza Mary!

domenica 2 ottobre 2011

Nicolas Beyeler e il sogno hawaiano


AMBIZIOSO L'atleta ticicnese sarà al via dell'Ironman sabato prossimo.
Nicolas Beyeler, per metà di origini bernesi e per metà parigino - ma cresciuto in quel di Brusino - è, sportivamente parlando, un "rullo compressore". Ne sappiamo qualcosa anche noi, visto che in passato abbiamo avuto occasione di allenarci insieme. Ed erano sedute del tipo: quattro chilometri a nuoto alla piscina dell'Atlantide (con varie ripetute...) e a seguire magari un'ora e mezza di corsa sulle stradine della Tenuta Bally (sempre con ripetute...). Alla fine eravamo tutti cotti... a parte Nicolas, che spesso si "sciroppava" ancora una cinquantina di chilometri per fare rientro a casa. Un sorriso e quel suo "ciao" simpaticamente un po' beffardo prima di partire che ci lasciava di stucco, a noi che ormai non ci trascinavamo più. Questo, qualche anno fa quando non era ancora ai livelli di adesso. Che sono quelli di un Ironman da podio (quasi sempre quello più alto) con tempi attorno - se non sotto - le 9 ore (il record ticinese è suo). Nicolas, che di professione è ingegnere informatico, è soprattutto un bravo ragazzo. Ama lo sport e lo si capisce da come affronta ogni gara, ogni allenamento. Dalla sua costanza e determinazione. Sicuramente, dall'alto anche dei suoi 192 cm distribuiti su un fisico atleticamente prestante, un ottimo ambasciatore della triplice disciplina. L'8 ottobre sarà di nuovo a Kona per il suo 5. Ironman. È l'obiettivo principale di questa stagione un po' tribolata per via dell'infortunio al polpaccio. L'abbiamo raggiunto per una breve intervista.
Qual è il tuo stato di forma, ti sei ripreso completamente dall'infortunio?
LA GIOIA  Nicolas al termine di una gara.
"Il polpaccio si è rimesso perfettamente e nell'ultimo mese ho potuto caricare negli allenamenti come previsto. Ma comunque per ridurre i rischi ho deciso di non gareggiare sino all'8 ottobre, saltando quindi l'appuntamento di Locarno, al quale tenevo parecchio. La mia forma attuale dovrebbe essere ottima. Dico "dovrebbe" perché questa è proprio una domanda alla quale non si riesce a rispondere con la dovuta sicurezza quando ci si trova a meno di una settimana da un appuntamento importante. Se però analizzo i miei allenamenti e le risposte della mia mente e del mio corpo, posso dire di stare bene e meglio degli scorsi anni."
Affronti per la quinta volta l'Ironman, sapendo che nelle esperienze passate non sempre hai potuto esprimerti al meglio. Per questa edizione hai studiato un approccio diverso?
"Sì, questa è la mia quinta partecipazione, ho avuto una sola edizione durante la quale ho potuto esprimermi vicino ai livelli previsti, nel 2008. Tutte le altre edizioni sono state caratterizzate da "imprevisti" sfortunati o da inesperienza:
2007: congestione durante la maratona;
2009: infortunio al polpaccio poche settimane prima dell'appuntamento: quindi maratona zoppicata dal primo all'ultimo metro;
2010: frattura al dito del piede proprio uscendo dall'acqua durante la gara.
Ora, ho affrontato parecchi Ironman, in tutte le gare riesco ad esprimermi bene e con sicurezza. Per questa gara probabilmante ho pagato anche l'inesperienza. O forse come taluni dicono: "Ho pagato il dovuto tributo agli Dei dell'isola". Ora è da capire se sono ancora in debito...
Questa manifestazione va assolutamente affrontata in modo differente! Ogni volta ho imparato tanto, ora mi sento sicuro e sono motivato. Non sono assolutamente impaurito come lo sono stato in passato."
Qual è il tuo obiettivo per l'8 ottobre?
"Questa è una domanda alla quale ho sempre dato risposta negli scorsi anni, ma questa volta dico solo di voler fare... una bella gara.
So benissimo che, comunque vada, soffrirò!"

Auguri Nicolas per questa tua quinta partecipazione e che gli Dei dell'Isola, questa volta... siano dalla tua parte!

giovedì 29 settembre 2011

Gabriella Picco-Winteler e la sfida sulle lunghe distanze

DETERMINATA  Gabriella impegnata nella tratta a corsa al Mondiale 70.3 di Las Vegas.

A guardarla nessuno certo lo immaginerebbe... che dietro a quella figura minuta dal viso simpatico si cela in realtà una delle più agguerrite sportive del panorama cantonale (e non solo). Gabriella Picco-Winteler, 47 anni, mamma di tre figli, da qualche stagione si sta distinguendo per le sue brillanti partecipazioni a vari Campionati mondiali di triathlon sulle lunghe distanze. Per tre anni consecutivi si è qualificata per la finale della distanza 70.3 di Clearwater (Florida), è stata alle Hawaii lo scorso anno per l'Ironman, e quest'anno ha appena concluso il mondiale di Las Vegas, sempe 70.3, chiudendo 12ma di categoria. In mezzo resta il tempo per qualche corsa a piedi, come la 30 km della Stralugano di domenica, che naturalmente... ha vinto. Insomma, una sportiva di grande spessore che abbiamo voluto avvicinare per un'intervista.
Quando hai iniziato a fare triathlon?
A CASA  Attorniata dalla famiglia nella casa di Camorino.
"Ho iniziato con il triathlon nel 1999, per puro gioco, ad una manifestazione solo per donne a Zurigo. Nel frattempo quest'ultima è stata tolta, a suo tempo era proprio una bella cosa. Ho iniziato con uno SPRINT ed una bicicletta presa in prestito da mia cognata. Mi sono divertita e da lì non ho più smesso di praticare questo sport. Ogni anno ho aggiunto distanze nuove, olimpico, mezza Ironman fino a finire con l'Ironman nel 2009/2010."
Le distanze sulle quali ti cimenti sono piuttosto impegnative. Come trovi il tempo per allenarti e la motivazione per "non mollare"?
"Allora, premetto che ho un marito (dr. medico dentista con studio a Giubiasco, pure valido triathleta, ndr.) veramente molto tollerante e che mi sostiene nel migliore dei modi! All'inizio le distanze erano corte come pure gli allenamenti. Col passare degli anni, incrementando le distanze fino ad arrivare all'Ironman delle Hawaii, le ore di allenamento sono arrivate ad un culmine di circa 18 a settimana. I figli nel frattempo sono già più grandi (14, 17, 19), sportivi pure loro e le ore dove loro sono a scuola le dedico agli allenamenti. Sicuramente ci vuole tanta coordinazione e la "testa" per voler alzarsi presitissimo in estate e attaccare una corsa dopo un'uscita di bici lunga. La motivazione per non mollare, viene dal semplice piacere che provo nel movimento, nello stare fuori a contatto con la natura e nel sentirmi veramente esausta alla sera."
I dati ci indicano che sempre più donne si avvicinano al triathlon: come spieghi questo fatto?
"Perché è divertente, variato e, se fatto bene, anche molto sano! Anche per il corpo il fattore delle tre discipline (col nuoto come sport più dolce sulle articolazioni) fa si che non ci si rovina come se ci si allenasse tutte quelle ore in una sola disciplina.
Sicuramente il fatto di aver parlato dei miei risultati ha stimolato altre donne a cominciare praticare questo sport. Penso comunque che sia anche un "trend" internazionale, con materiali nuovi e circuiti sempre più interessanti.

PREMIATA Uno di numerosi podi di Gabriella.
I tuoi prossimi obiettivi (fine stagione e 2012)?
Mah, per quest'anno a dire la verità... non ci sono. Ho appena gareggiato ai campionati mondiali di 70.3 (mezzo Ironman) a Las Vegas, classificandomi 12esima di categoria e ho deciso di partecipare alla STRALUGANO appena lunedì scorso al mio rientro dagli Stati Uniti per vedere come andava. Mai e poi mai avrei immaginato di andare sul podio e men che meno di vincere la mia categoria! Non avevo mai partecipato ed erano anni che non facevo più una gara podistica. Quindi mi ha fatto venire voglia di "buttarmi" nell'avventura di una maratona per finire l'anno, ma non ho ancora deciso definitivamente se sì e semmai quale. Per il 2012 ho intenzione di gareggiare all'IRONMAN di Nizza a fine giugno, facendo forse prima delle gare sulla mezza distanza come allenamento. Non nego che la voglia di tornare alle Hawaii c'è, ma so anche che ci vuole una giornata perfetta a Nizza e tanta, tanta fortuna. Comunque, col passare degli anni, preferisco sempre più gareggiare in posti nuovi, conciliando lo sport, la gara con vacanze speciali, senza necessariamente pensare ad una qualifica per i Campionati Mondiali a Kona. Da domenica, poi, chissà che non provi a fare qualche gara podistica... Vediamo cosa porta il futuro."

Da parte nostra non resta che farti un grande... in bocca al lupo, Gabriella!

domenica 18 settembre 2011

A quando il Triathlon di Lugano?


La partenza a nuoto dal Lido di Melide.

Riconoscete il posto raffigurato nell'immagine riportata sopra? Sì, è al Lido di Melide e la foto è stata scattata in occasione dell'ultima edizione del Triathlon del Ceresio. Siamo nel 2000 e la prova era valida per i Campionati svizzeri. Al via di questa gara erano presenti tutti i migliori atleti, Brigitte McMahon (che sarà la prima campionessa olimpica a Sydney qualche mese dopo), Magali Messmer, Reto Hug e pure una giovanissima Nicola Spirig (foto a lato). Questa manifestazione fu un piccolo miracolo organizzativo, frutto di un lavoro incredibile di un gruppo di persone che realizzò... l'impossibile. Con pochissimi mezzi e tanta, tantissima volontà. Ma ci riuscì e con pieno successo. Anche se poi, stremato dall'immenso lavoro, il Comitato lasciò. Allora, organizzare un triathlon era un'impresa davvero non indifferente. Ma oggi? Le cose sono cambiate e di molto, anche alle nostre latitudini. Da qui la domanda: a quando un nuovo triathlon sul Ceresio? Il Lido di Lugano sarebbe il luogo ideale. Giugno, il periodo giusto. Chi si lanciasse oggi in questa impresa avrebbe un successo garantito. Su questo non ci sono dubbi!


Photo: copyright Np Promotion Sport

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