lunedì 31 ottobre 2011

Igor Nastic sfortunato a Miami

GRANDE IGOR Sfortunato ma vincitore lo stesso.
Cadere in bici dopo solo dieci chilometri. Quando si sta lottando con i primi in una prova di livello mondiale. È l'imponderabile che bisogna mettere in conto in ogni gara di triathlon. Un passaggio a livello, il fondo stradale bagnato ed eccoci a terra: la bici da una parte e noi dall'altra, a cercar di capire se oltre le abrasioni c'è pure qualcosa di rotto. Per fortuna no... Ripartire dopo un simile capitombolo, quando sai che davanti hai ancora 4 ore di gara, è una prova di grande carattere. Se ce la fai puoi ritenerti già vincitore. Igor c'è riuscito, si è rialzato ed è ripartito. Ha superato le avversità, ha stretto i denti ed è giunto al traguardo. Ventitreesimo assoluto!
Per la cronaca la gara, che ha visto al via 2500 atleti, è stata vinta dal tedesco Sebastian Kienle, mentre tra le donne ha trionfato la britannica Leanda Cave. Presente un altro ticinese, Damiano Vedova, 73mo assoluto.

sabato 29 ottobre 2011

Lettera dall'America di Igor Nastic


SIMBOLO Il richiamo degli States.
Igor Nastic sarà al via domenica dell'Ironman 70.3 di Miami. Un'occasione per dimostrare il suo grande valore in una competizione che presenta una "starting list" sicuramente agguerrita. Che il triathlon fosse molto sentito negli States non è un mistero: fa stato l'elenco degli iscritti a Miami dove sono state riempite ben 64 cartelle... Las Vegas, luogo del mondiale 70.3, come Kona per l'Ironman è un obiettivo sempre più ambito. A nostro avviso forse anche più a misura d'uomo...

Caro Nicola,  
ti racconto le mie prime impressioni da Miami. Ho la batteria del PC quasi scarica e quindi sarò rapido, trascurando la lingua. È strano vedere il campo gara tra le ombre dei grattacieli che dominano Miami. Qui l'Ironman è proprio un evento, come un concerto di musica. La piazza e le strade accolgono pochi ciclisti, non raccontano storie di sudore e passione sportiva legate a questo sport: penso che l'automobile venga usata anche per fare la spesa dietro l'angolo di casa e durante il giorno c'è molto traffico. Per questa ragione non ho ancora pedalato e penso che lo farò solo domani per pochi minuti, il giorno prima della gara, sul ponte che collega Miami down town a Miami Beach. Lì non rischio di essere investito da qualche mostruoso e affascinante truck...
C'è molta umidità e penso che domenica in gara sarà il nemico peggiore. Si attende pure il temibile "hurricane" ma pare che sia difficile prevedere se passerà o meno anche da Miami. Mi piace l'America, ma fa sempre strano camminare per le strade di queste enormi città: non ci sono le piazze, i luoghi di incontro pubblici e spontanei. Le strade sono larghissime, funzionali, ma si vedono pochi pedoni. Tutto viene consumato negli stabili, nei negozi, nei bar, nei grattacieli... nelle automobili. Sempre con l'aria condizionata a manetta!
Ora esco a cena, pizza o pasta, ma non escludo uno steak con una birra: in queste gare oltre oceano va abbinato anche qualche piacere della vita.
Un caro saluto dagli States e, come direbbero gli americani, keep moving :)


giovedì 27 ottobre 2011

I consigli di Ivan Pongelli


CAMPIONE Ivan vincitore alla Maratona Ticino.
Ivan Pongelli non ha bisogno di presentazioni. Semplicemente è il più forte podista in circolazione. Nella sua carriera ha vinto praticamente tutto, dai 1500 fino alla Maratona. Molti record cantonali gli appartengono. Un atleta con una grande esperienza. Ivan dispenserà i suoi consigli su come preparasi nella corsa a piedi, prossimamente, su questo blog. Prestando attenzione alle esigenze anche di chi fa triathlon. Per giungere agli appuntamenti che contano nelle migliori condizioni, per evitare infortuni e fare di ogni allenamento un momento piacevole. Da non perdere! 

mercoledì 26 ottobre 2011

La mia prima volta... nel triathlon

LA PRIMA VOLTA Può succedere di tutto...
Pensiamo al nostro primo triathlon. Certo ricorderemo la fatica, se era una bella giornata o meno, ma molti di noi sorrideranno per quanto questa esperienza possa essere stata... incasinata. La prima volta nel triathlon, intesa come prima gara, è un po' come la prima volta in... ci siamo capiti. Insomma, spesso è un mezzo disastro, per usare un eufemismo. Il fatto è che una gara di triathlon non è propriamente una cosa evidente, occorre coordinare e ricordare parecchie cose, un'operazione che diventa ancora più complicata sotto sforzo e soprattutto se si è presi dall'emozione della prima volta. Ce la farò? In genere sì, ce-se-la-fa, ed è pure una bella soddisfazione, ma quante situazioni da... cinema. A ripensarci vien da ridere. E allora perché non raccontarla questa prima volta? Lancio l'invito da questo blog a coloro che hanno vissuto un'esperienza curiosa da raccontare. Mandateci il  vostro resoconto, magari con una foto! Volentieri la pubblichiamo, anche perché ogni tanto è bello ridere di se stessi... e poi chi l'ha detto che il triathlon deve sempre essere una cosa seria?

Photo: copyright NP Promotion Sport

sabato 22 ottobre 2011

I ticinesi alle Hawaii

In genere si ritiene che per potersi fregiare del titolo di "Ironman" occorre avere fatto almeno una volta le Hawaii, considerate l'Università del triathlon. Non sappiamo se ciò sia giusto o meno, in ogni caso l'aver disputato quella gara ha un significato particolare, non fosse perché il triathlon è nato proprio lì. Quest'anno l'Ironman ha festeggiato la 35ma edizione e, pensate, al via c'era anche qualche atleta che vi ha preso parte... trenta volte! Uno svizzero, Hansjörg Fässler, 65enne ex prof. di ciclismo, era alla sua 20ma partecipazione (per la cronaca Fässler, in 25 anni di carriera, ha disputato oltre 70 Ironman, vincendo 5 volte nella sua classe d'età a Kona!). Fenomeni. E in Ticino? Quali sono i/le triathleti/e che sono andati almeno una volta alle Hawaii? Abbiamo preparato questo elenco, dovrebbe essere completo (18 atleti), ma se mancasse qualcuno (o qualcuno dovesse essere stato incluso per sbaglio) attendiamo un vostro cenno...
IRONMAN FINISHER TICINO
Paolo Bertarelli
Nicolas Beyeler
Mattia Bionda
Jean-Marc Cattori
Michele Caverzasio
Roland Eble
Michele Giovagnoni
Barbara Guglielmetti
Bruno Invernizzi
Igor Nastic
Gabriella Picco
Nicola Pfund
Thomas Schoetzau
Patrick Spinedi
Mary Torre
Melanie Tunesi
Silvia Wieneke
Andrea Zamboni

giovedì 20 ottobre 2011

IRONMAN FINISHER TICINO


Chi sono i ticinesi che hanno preso parte almeno una volta all'Ironman delle Hawaii? Stiamo raccogliendo i nominativi e presto l'elenco completo verrà pubblicato su questo blog. Seguiteci!

Photos: copyright NP Promotion Sport

sabato 15 ottobre 2011

Mary Torre e un obiettivo chiamato "Ironman"

AGGUERRITA Mary torre posa con la sua bici di alta gamma.
Il triathlon non ha età. Ne è la dimostrazione Mary Torre che il prossimo anno parteciperà all'Ironman di Zurigo con l'obiettivo di staccare la qualifica per le Hawaii. A 55 anni d'età. Quindi, mentre la maggior parte dei suoi coetanei (maschi) cominciano a pensare ad una tranquilla pensione, pantofole, pipa e caminetto... lei si prepara con grande determinazione per affrontare 3,8 km a nuoto, 180 km in bici e 42,2 km a corsa. Come chiamarla? Per noi è semplicemente "pura grinta al femminile"!
Dall'ippica al... triathlon
MANAGER  a tempo pieno.
Mary Torre è responsabile per il Ticino della clientela aziendale per Sympany Assicurazioni SA, dove è impiegata a tempo pieno. Curioso il suo approccio al triathlon come ci racconta lei stessa: "Sono sempre stata appassionata di cavalli fino ad acquistarne uno e cimentarmi in concorsi ippici a livello cantonale e nazionale, per poi abbandonare le competizioni dopo circa 15 anni e cavalcare per diletto fino al 7 dicembre 1999, data di un incidente stradale relativamente grave che mi ha tenuta lontano dall'equitazione per quasi un anno. Per la riabilitazione ho fatto spinning, nuoto e corsette accompagnata dal mio cane. La bici da corsa mi ha sempre "attratto" e nel 2001 l'acquisto... nello stesso anno per caso ero a Locarno durante il triathlon che fino a quel momento ne avevo solo sentito vagamente parlare... Nel 2002, la mia prima gara di triathlon sulla corta distanza...È nata una nuova passione.
I primi due anni l'appuntamento era il "Mini-Tri" di Locarno, naturalmente senza grandi prestese... mi dicevo: "Alla mia età ormai...", in ogni modo il mio primo obbiettivo fu d'imparare a nuotare a stile libero e nel 2005 corsi il primo MD a staffetta ed io nuotai i 2500 crawl nel lago... finendo poi la gara al terzo posto! Che conquista! Da lì è stato un crescendo, da diverse gare "short" in Svizzera interna, per poi passare alla distanza olimpica.
Nel 2008 ho accompagnato Bruno Invernizzi e Barbara Guglielmetti alle Hawaii... Affascinata dalla magica atmosfera dissi. "A 55 anni correrò un IM",... ed "il tarlo ha iniziato a lavorare nella mia testa".
Prepararsi per affrontare l'Ironman è una sfida non da poco. Dove trovi la motivazione per puntare a questo obiettivo così ambizioso?
"Nel settembre del 2009 ho affrontato il primo MD a Locarno, l'anno successivo un 70.3, di nuovo il MD di Locarno e un IM a staffetta dove ho fatto la tratta in bici (180 km). Quest'anno ho corso due 70.3 ed il MD di Locarno e ad ogni gara ho migliorato le mie prestazioni... . Da un paio d'anni ho allungato sempre di più le mie uscite in bici e gli alleamenti a nuoto e a corsa. Dentro di me è maturata a poco a poco la consapevolezza che fisicamente ce la posso fare... Diciamo che dopo la vacanza alle Hawaii ho cominciato a "lavorare" per "vivere il mio sogno" e la motivazione diventa sempre più forte. È come mettere assieme un puzzle, allenamenti, nutrizione, materiale, palestra e mente... il 15 luglio 2012 deve funzionare tutto... io credo e voglio crederci fino in fondo... questa è la mia personalissima motivazione: realizzare un  sogno!"
Come è strutturata una tua settimana-tipo di allenamento?
"Ho un piano di allenamento da seguire che, nelle settimane di carico maggiore, raggiunge circa le 16 ore di allenamento. Pianifico nell'agenda professionale gli appuntamenti con "me stessa" cercando di equilibrare al meglio il lavoro, sport e vita sociale. Avere un programma aiuta molto... anche se inizialmente ho avuto difficolta a far quadrare tutto... ma da quest'anno funziona bene. In ogni modo bisogna saper essere flessibili e dare le giuste priorità per affronatre gli allenamenti con serenità. Il lavoro è una componente importante e non trascurabile nella mia vita. Quindi a volte levatacce all'alba per correre, mezzogiorno in bici, piuttosto che in palestra e alla sera ancora nuoto o bici... Di regola è 2nuoto-2bici-2corsa-2palestra. Il grosso dell'allenamento è poi concentrato sul fine settimana e c'è sempre il posto per un giorno alla settimana di "niente sport".
Gli infortuni sono sempre dietro l'angolo e possono compromettere una stagione. Come cerchi di prevenirli?
"Ho abituato gradualmente il mio fisico a sopportare sempre maggiori sforzi. La fortuna di dover allenare tre discipline tra cui il nuoto, aiuta moltro a prevenire gli infortuni. Inoltre più ci si allena più si impara a "dar retta" al proprio corpo e a volte, ascoltare i piccoli segnali e saper fermarsi un giorno in più, sono buone soluzioni. Delusioni, gare non terminate e alcuni medici che consigliavano di lasciar perdere le competizioni anche considerando l'età... Hanno creato dubbi e incertezze, ma la mia testa voleva continuare ed io ho avuto la meglio... Infatti, da quest'anno grazie ad un integratore alimentare si è risolto questo problema. Ad ogni modo infortuni o imprevisti fanno parte dl gioco... Il difficile è saper gestirli e star fermi il tempo necessario...
IN GARA Nella frazione in bici.
Come vedi il triathlon al femminile in Ticino? Quali sono le possibilità di sviluppo?
"Il triathlon al femminile, e non solo, in Ticino, trovo che a poco a poco si sta espandendo. Un po' lentamente, certo, c'è ancora tanta "fantasia" attorno a questo sport. Ma ed esempio proprio in questi giorni, durante l'allenamento in palestra ho incontrato uno che, sentito il mio progetto, mi ha detto: "Caspita, voglio provare anch'io a fare un Ironman!". La verità è che il triathlon, una volta che si conosce è... contagioso. Si vuol provare, mettersi alla prova. Inoltre, da parte mia sono tre anni che, come addetta stampa del Tri Team Ticino, mi occupo di scrivere resoconti. Penso che ogni appassionato della triplice dovrebbe impegnarsi per fare conoscere maggiormente il nostro bellissimo sport. Certo, in Ticino avere una prova di triathlon anche a Lugano, magari ad inizio estate, sarebbe eccezionale. Vedremo, io sono speranzosa, magari un giorno qualcuno si muoverà. Per il resto ho già coinvolto diverse amiche che adesso praticano regolarmente... Insomma, provare per credere! Mai stata così bene... e poi il triathlon è adatto a tutti con la sua vasta scelta di distanze e categorie.. e allora dico, forza fatevi avanti!

VOLERE È POTERE... NE SONO FERMAMENTE CONVINTA!!!!

Ne siamo convinti anche noi e allora... forza Mary!

mercoledì 12 ottobre 2011

ANDREA ZAMBONI RACCONTA LA SUA PERFORMANCE ALLE HAWAII!

In bici...
...nella corsa...
Sono passati alcuni giorni dall'Ironman delle Hawaii, ma l'eco sulla fantastica prestazione di Andrea Zamboni, che ha strappato un 30mo posto assoluto (1. di categoria nella classe d'età 40-44 anni, con il tempo record di 8h53'26'') non si è ancora spenta. Le sue impressioni sulla gara in questa intervista esclusiva.

Allora, Andrea, già nel nuoto, tuo tallone d'Achille, sei andato piuttosto bene...
"Beh, nel nuoto ho cercato la tranquillità, lontano dalla ressa, non ho alternative. A tutta per 400 m poi easy. Alla fine un 1h04 che non mi dispiace. Per la prima volta ho avuto piacere, soprattutto quando ho visto i delfini che ci spiavano da sotto! Meraviglioso!"
Il tuo tempo fantastico in bici (4h35'16''): hai seguito una preparazione particolare?
"Ovviamente vivo di rendita. Comunque io mi alleno il 95% del tempo al lento. Non è facile perché ti fai staccare da tutti in allenamento. Quest'anno ho rinunciato ad allenarmi con la bici da crono fino a un mese prima della gara. Per me allenarsi in posizione da crono non ha più senso, mi annoia. E sinceramente, meglio farsi il giro dei passi e guardarsi attorno che pedalare per ore a testa bassa. Questa era la mia sfida di quest'anno: ritornare al piacere dello sport. Per quanto riguarda il tempo stratosferico faccio tre note: 1) sono troppo fortissimo e ne vado fiero; 2) poco vento, quasi surreale, poco caldo, nuove strade asfaltate, molto più lisce e scorrevoli e materiale in continua evoluzione; 3) tattica: al giro di boa ho visto che dietro si erano formati dei mega gruppi, robe pazzesche, pochi arbitri, sempre peggio questa WTC. Quindi gente come me e Nick eravamo condannati a farci fo... nella maratona. Allora, visto che la schiena teneva, sono andato a tutta come un pazzo fino alla fine, pensando: "E ora venite a prendermi!". So che alla peggio corro in 3h10, quindi per venire a prendermi... è dura!"
La tua tenuta nella corsa finale (3h07'50''): è impressionante, come riesci a gestire le tue energie... 
"È vero, sono andato bene, comunque se guardo i "pro" o le donne la differenza è abissale. Devo anche ammettere che quest'anno ho sofferto parecchio. Dopo 1 miglio mi sono proprio domandato come potessi correre ancora per 3 ore. Boh. Che senso ha? Ho avuto tante piccole crisi, ma ho cercato di non strafare. La tenuta? Purtroppo io ho questo talento, non mollo mai! Per questo però non sono un vincente. Dieselaccio. Dopo anni di lunga distanza ho capito che invidio Usain Bolt. 10 secondi di adrenalina pura, eleganza, potenza, scioltezza. Noi siamo un po' dei masochisti che pensiamo che il dolore, la fatica e la testardaggine sono una virtù: sarà mai vero? Comunque la corsa ce l'ho come talento, mi alleno poco. In Wisconsin ho corso in 3h13 dopo aver mavinato a malapena 200 km in un anno. Però quest'anno ho ridotto troppo, e alla fine ho dovuto difendermi."
Qualche aneddoto particolare?
"I delfini a nuoto, l'ho detto, e poi mi è piaciuto correre assieme a Natasha Badmann per mezzo chilometro. L'ho raggiunta esattamente nello stesso punto del 2004: qui ho pensato, stai facendo una gara simile, vai tranquillo e spacca. Poi a 12 km dalla fine, all'Energy lab, mi ha preso uno della mia categoria. Gli ho detto: grazie! Vai pure, non ho voglia di (ri)qualificarmi automaticamente per l'anno prossimo. Hahaha mi sa che l'ho mandato in crisi perché poco dopo avermi staccato è... saltato, e io naturalmente sono rinato!!!"
Perché in genere gareggi poco, ad esempio non c'eri a Locarno?
"Perché la competizione non è la mia priorità. Ne ho fatte tante anche da giovane (bici) e a dire il vero le gare di triathlon non mi piacciono troppo. Non è che essere a tutta per 4-9 ore sia poi così divertente. Mi piace avere un obiettivo all'anno al massimo e sfruttare i weekend per fare dei bei giri in bici. La mia vera anima è il cicloturismo: viaggiare con la bici. Il triathlon è un incidente di percorso. E passare anni a prendere la macchina ogni weekend, andare a correre, mal di gambe per una settimana... Mah. Io sono fatto così: riesco a tirare fuori tutto per un giorno, fino all'ultima goccia, poi però basta. Oltretutto a mio avviso non confondiamo il triathlon come stile di vita (multidisciplinarietà, sfruttare le stagioni, fisico bilanciato) con il triathlon competitivo, sicuramente poco sano. Per non parlare del triathlon ossessione!!!! Senza locarno3 probabilmente non sarei mai andato alle Hawaii. Però se è vero che è una festa del triathlon in Ticino, la gara di domenica è troppo condizionata dal drafting. Allora cosa ci vado a fare? A mangiar rabbia?"
Prossimi obiettivi?
"Triathlon???? Davvero basta (anche se non dovrei più dirlo...). Oramai so quello che valgo. Se devessi venire ancora alle Hawaii, sì che farei lo stesso tempo a nuoto, in bicic e a corsa. Non vedo piu un'evoluzione. Dal 2004 ad oggi, malgrado pause anche di 3 anni, non è cambiato nulla. È ora di avere altre priorità..."

Dobbiamo credergli? Noi, ovviamente, ci auguriamo di no. E speriamo che ZAMBO ritrovi la giusta motivazione per essere di nuovo a Kona nel 2012, dove è qualificato d'ufficio, a difendere il suo fantastico primo posto! 
...e la gioia sul traguardo. È fatta!

lunedì 10 ottobre 2011

ZAMBOni racconta la sua esperienza all'Ironman

Nei prossimi giorni su questo sito un'intervista a tutto campo ad Andrea Zamboni, grande protagonista alle Hawaii, che ci racconta del suo exploit di Kona e della sua nuova filosofia di sportivo. Da non perdere!

domenica 9 ottobre 2011

Hawaii: svizzeri fuori dal podio - Grande gara di Andrea Zamboni (30.)


VINCITRICE La britannica  Chrissie Wellington.

Fantastica prova di Andera Zamboni alle Hawaii! A dispetto delle dichiarazioni pre-gara, dove aveva detto che quest'anno avrebbe partecipato con uno "spirito" diverso ("visto che ho ormai 41 anni correrò più tranquillo"), Zamboni è stato autore in realtà di un nuovo exploit finendo 30mo assoluto e primo di categoria. Non solo: con un tempo di 8:53.26 (1:04.29/4:35.16/3:07.50) ha nel contempo fatto segnare il nuovo record delle classe d'età 40-44. Imprevedibile, "zambo" non finisce di sorprendere e mette in difficoltà chi deve scrivere di lui. Non gareggia praticamente mai, di lui si sa poco o niente, e poi eccolo puntuale a infilare una prestazione che lascia tutti attoniti. Impressionante la sua tenuta nella maratona, dopo aver segnato un tempo fantastico nella tratta in bici (a livello dei migliori "pro"). Degli altri ticinesi bene anche Invernizzi che con 9:13.38 realizza il personale, mentre Nicolas Beyeler, dopo un nuoto e una frazione in bici convincenti, crolla nella corsa a causa di problemi allo stomaco. "È successo a dieci chilometri dall'inizio, quando ho cominciato ad avvertire problemi allo stomaco e all'intestino, da lì è iniziato il calvario...", ci ha detto comprensibilmente un po' amareggiato Nicolas. Roland Eble, il quarto ticicnese al via, chiude la sua fatica in 10:39.46, 45mo di categoria.
La vittoria è andata, tra gli uomini, all'americano Alexander Craig che, approfittando di condizioni climatiche ideali, ha stabilito il nuovo record del percorso in 8:03.56. Ha preceduto l'australiano Jacobs e il tedesco Raelert. Al femminile si impone per la quarta volta Chrissie Wellington in 8:55.08, un'impresa notevole in quanto reduce da una caduta in bicicletta che l'ha vista coinvolta solo due settimane fa e dalla quale aveva riportato diverse ferite. Svizzeri un po' sottotono: la migliore è Caroline Steffen (5.), mentre la Thürig che qui disputava la sua ultima gara in carriera, è sesta. Tra gli uomini il migliore è Mike Aigroz, 6., mentre Schildknecht si è ritirato al termine della tratta in bici. 

venerdì 7 ottobre 2011

"MORE THAN A RACE" - IL MITO DELLE HAWAII

SI PARTE! La spettacolare partenza a nuoto dalla baia di Kailua-Kona.
Inizia il conto alla rovescia per i quattro ticinesi che saranno al via del prestigioso Ironman delle Hawaii in programma nella notte tra sabato e domenica (ora svizzera) a Kailua Kona (Big Island). "More than a race", qualcosa più di una semplice gara: così l'ha definita il grande Mark Allen, 6 volte vincitore a Kona. Gara leggendaria, sfida ultima, sogno di ogni triathleta, l'Ironman è entrato nell'immaginario collettivo come una delle più dure al mondo nel campo degli sport di resistenza. Si parte con la tratta a nuoto, 3800 m nellle calde acque del Pacifico in mezzo ai pesciolini e alle tartarughe, poi si inforca la bici per 180 km nel deserto lavico battuto dal vento (il temuto "Mumuku") e per finire 42,2 km a corsa con le temperature che spesso toccano e superano i 40°C! Quasi duemila quest'anno gli atleti al via provenienti da 55 nazioni, una cinquantina gli svizzeri e tra questi, appunto, quattro ticinesi tutti preparatissimi e di grande esperienza, avendo già alle spalle una o più partecipazini a questo evento. Bruno Invernizzi, Andrea Zamboni, Roland Eble e Nicolas Beyeler lotteranno per un piazzamento nelle zone alte delle rispettive categorie d'età, impresa non impossibile considerando l'alto livello di questi quattro atleti, anche se le incognite, in una competizione del genere, sono sempre numerose. La passata edizione è stata dominata dagli atleti australiani con le vittorie di Chris McCormack, tra gli uomini, e Mirianda Carfrae che ha chiuso davanti ad una splendida Caroline Steffen, con l'altra elvetica Karin Thürig 6a. I colori rossocrociati saranno difesi quest'anno, oltre che dalla Steffen e dalla Thürig da una certa... Natasha Badmann (come Allen già sei volte prima alle Hawaii) e, in campo maschile, dalla presenza dei "pro" Mathias Hecht, Ronnie Schildknecht, Mike Aigroz e Mike Schifferle. Anche se l'obiettivo principale di tutti, dal professionista all'age-group, è quello di portare a termine una gara difficile che si sviluppa, per i più forti, sull'arco di ben 8-9 ore di sforzo continuo: arrivare sull'Alii Drive, potersi vedere nel maxischermo e sentire il pubblico e lo speaker ripetere:"You are an Ironman!" L'evento può essere seguito in diretta sul sito http://ironmanworldchampionship.com/.
ALOHA!

MASSACRANTE Una prova durissima per tutti i concorrenti.

LEGGENDA Natasha Badmann.














Copyright photo: NP Promotion Sport

mercoledì 5 ottobre 2011

Christophe Pellandini allenatore dell'anno!


PREMIATO Christophe ritratto con i fratelli Anderlind.

La notizia è di quelle che fanno sicuramente piacere. E non viene, questa volta, dall'ennesima bella prestazione di un atleta ticinese in qualche gara su suolo nazionale, ma da un... tecnico. Christophe Pellandini, allenatore del Team Triathlon Capriasca, ha infatti ricevuto il premio quale miglior allenatore dell'anno da parte di Swiss Triathlon. Il riconoscimento, che fa onore a tutto il Ticino, gli è stato conferito durante la cerimonia di chiusura al Gran Gala del 24 settembre scorso tenutasi a Ittigen. Le ragioni del premio? Per quanto fatto da Pellandini in questi tre anni di attività, dalla creazione della Federazione ticinese di triathlon, allo sviluppo del settore giovanile del TTC, oltre al quadro Ticino e alla collaborazione che ha avuto direttamente con Swiss Triathlon. Sappiamo tutti come la nuova sfida di Christophe, con il suo passaggio al triathlon - dopo un passato oltremodo glorioso nel nuoto, dove è stato allenatore olimpico, della nazionale e di una certa... Falvia Rigamonti - ha rappresentato da subito una grossa opportunità per il movimento cantonale della triplice disciplina, in particolare per compiere un salto qualitativo. Su questo non avevamo dubbi e ce ne siamo subito convinti dalla determinazione che traspariva dalle parole di Christophe in occasione di un'intervista concessaci tempo fa per il "Corriere del Ticino", dove ci ha illustrato, appunto, i suoi progetti. Ed ecco, puntuali, i risultati. Ai quali, di questo siamo certi, ne seguiranno molti altri. Anche e soprattutto in seno al TTC, dove oltre al gruppo élite (con i fratelli Anderlind, grandi promesse) e giovani, si è appena aggiunto quello riservato ai master. Un'occasione per tutti gli appassionati per essere seguiti con competenza in uno sport tecnicamente non facile.

domenica 2 ottobre 2011

Nicolas Beyeler e il sogno hawaiano


AMBIZIOSO L'atleta ticicnese sarà al via dell'Ironman sabato prossimo.
Nicolas Beyeler, per metà di origini bernesi e per metà parigino - ma cresciuto in quel di Brusino - è, sportivamente parlando, un "rullo compressore". Ne sappiamo qualcosa anche noi, visto che in passato abbiamo avuto occasione di allenarci insieme. Ed erano sedute del tipo: quattro chilometri a nuoto alla piscina dell'Atlantide (con varie ripetute...) e a seguire magari un'ora e mezza di corsa sulle stradine della Tenuta Bally (sempre con ripetute...). Alla fine eravamo tutti cotti... a parte Nicolas, che spesso si "sciroppava" ancora una cinquantina di chilometri per fare rientro a casa. Un sorriso e quel suo "ciao" simpaticamente un po' beffardo prima di partire che ci lasciava di stucco, a noi che ormai non ci trascinavamo più. Questo, qualche anno fa quando non era ancora ai livelli di adesso. Che sono quelli di un Ironman da podio (quasi sempre quello più alto) con tempi attorno - se non sotto - le 9 ore (il record ticinese è suo). Nicolas, che di professione è ingegnere informatico, è soprattutto un bravo ragazzo. Ama lo sport e lo si capisce da come affronta ogni gara, ogni allenamento. Dalla sua costanza e determinazione. Sicuramente, dall'alto anche dei suoi 192 cm distribuiti su un fisico atleticamente prestante, un ottimo ambasciatore della triplice disciplina. L'8 ottobre sarà di nuovo a Kona per il suo 5. Ironman. È l'obiettivo principale di questa stagione un po' tribolata per via dell'infortunio al polpaccio. L'abbiamo raggiunto per una breve intervista.
Qual è il tuo stato di forma, ti sei ripreso completamente dall'infortunio?
LA GIOIA  Nicolas al termine di una gara.
"Il polpaccio si è rimesso perfettamente e nell'ultimo mese ho potuto caricare negli allenamenti come previsto. Ma comunque per ridurre i rischi ho deciso di non gareggiare sino all'8 ottobre, saltando quindi l'appuntamento di Locarno, al quale tenevo parecchio. La mia forma attuale dovrebbe essere ottima. Dico "dovrebbe" perché questa è proprio una domanda alla quale non si riesce a rispondere con la dovuta sicurezza quando ci si trova a meno di una settimana da un appuntamento importante. Se però analizzo i miei allenamenti e le risposte della mia mente e del mio corpo, posso dire di stare bene e meglio degli scorsi anni."
Affronti per la quinta volta l'Ironman, sapendo che nelle esperienze passate non sempre hai potuto esprimerti al meglio. Per questa edizione hai studiato un approccio diverso?
"Sì, questa è la mia quinta partecipazione, ho avuto una sola edizione durante la quale ho potuto esprimermi vicino ai livelli previsti, nel 2008. Tutte le altre edizioni sono state caratterizzate da "imprevisti" sfortunati o da inesperienza:
2007: congestione durante la maratona;
2009: infortunio al polpaccio poche settimane prima dell'appuntamento: quindi maratona zoppicata dal primo all'ultimo metro;
2010: frattura al dito del piede proprio uscendo dall'acqua durante la gara.
Ora, ho affrontato parecchi Ironman, in tutte le gare riesco ad esprimermi bene e con sicurezza. Per questa gara probabilmante ho pagato anche l'inesperienza. O forse come taluni dicono: "Ho pagato il dovuto tributo agli Dei dell'isola". Ora è da capire se sono ancora in debito...
Questa manifestazione va assolutamente affrontata in modo differente! Ogni volta ho imparato tanto, ora mi sento sicuro e sono motivato. Non sono assolutamente impaurito come lo sono stato in passato."
Qual è il tuo obiettivo per l'8 ottobre?
"Questa è una domanda alla quale ho sempre dato risposta negli scorsi anni, ma questa volta dico solo di voler fare... una bella gara.
So benissimo che, comunque vada, soffrirò!"

Auguri Nicolas per questa tua quinta partecipazione e che gli Dei dell'Isola, questa volta... siano dalla tua parte!
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