Luca Botti, 18enne di Canobbio, è una delle promesse svizzere del triathlon. Una disciplina che richiede grande dedizione e fatica.
Divora l’acqua della piscina con bracciate poderose. Poi lo vediamo correre come una furia, dapprima in bicicletta, in seguito a piedi. Ha la rabbia in corpo, Luca Botti, mentre si allena al Centro sportivo nazionale di Tenero. Per lui, 18enne di Canobbio, questa è diventata la seconda casa. Da una parte fa lo studente alla scuola per sportivi d’élite; dall’altra insegue il suo sogno: diventare un triatleta di fama nazionale. «Nel triathlon non bisogna avere paura di fare fatica. Alcuni mi danno del pazzo, soprattutto i miei compagni di classe che praticano discipline più "normali”».