giovedì 27 ottobre 2011

I consigli di Ivan Pongelli


CAMPIONE Ivan vincitore alla Maratona Ticino.
Ivan Pongelli non ha bisogno di presentazioni. Semplicemente è il più forte podista in circolazione. Nella sua carriera ha vinto praticamente tutto, dai 1500 fino alla Maratona. Molti record cantonali gli appartengono. Un atleta con una grande esperienza. Ivan dispenserà i suoi consigli su come preparasi nella corsa a piedi, prossimamente, su questo blog. Prestando attenzione alle esigenze anche di chi fa triathlon. Per giungere agli appuntamenti che contano nelle migliori condizioni, per evitare infortuni e fare di ogni allenamento un momento piacevole. Da non perdere! 

mercoledì 26 ottobre 2011

La mia prima volta... nel triathlon

LA PRIMA VOLTA Può succedere di tutto...
Pensiamo al nostro primo triathlon. Certo ricorderemo la fatica, se era una bella giornata o meno, ma molti di noi sorrideranno per quanto questa esperienza possa essere stata... incasinata. La prima volta nel triathlon, intesa come prima gara, è un po' come la prima volta in... ci siamo capiti. Insomma, spesso è un mezzo disastro, per usare un eufemismo. Il fatto è che una gara di triathlon non è propriamente una cosa evidente, occorre coordinare e ricordare parecchie cose, un'operazione che diventa ancora più complicata sotto sforzo e soprattutto se si è presi dall'emozione della prima volta. Ce la farò? In genere sì, ce-se-la-fa, ed è pure una bella soddisfazione, ma quante situazioni da... cinema. A ripensarci vien da ridere. E allora perché non raccontarla questa prima volta? Lancio l'invito da questo blog a coloro che hanno vissuto un'esperienza curiosa da raccontare. Mandateci il  vostro resoconto, magari con una foto! Volentieri la pubblichiamo, anche perché ogni tanto è bello ridere di se stessi... e poi chi l'ha detto che il triathlon deve sempre essere una cosa seria?

Photo: copyright NP Promotion Sport

sabato 22 ottobre 2011

I ticinesi alle Hawaii

In genere si ritiene che per potersi fregiare del titolo di "Ironman" occorre avere fatto almeno una volta le Hawaii, considerate l'Università del triathlon. Non sappiamo se ciò sia giusto o meno, in ogni caso l'aver disputato quella gara ha un significato particolare, non fosse perché il triathlon è nato proprio lì. Quest'anno l'Ironman ha festeggiato la 35ma edizione e, pensate, al via c'era anche qualche atleta che vi ha preso parte... trenta volte! Uno svizzero, Hansjörg Fässler, 65enne ex prof. di ciclismo, era alla sua 20ma partecipazione (per la cronaca Fässler, in 25 anni di carriera, ha disputato oltre 70 Ironman, vincendo 5 volte nella sua classe d'età a Kona!). Fenomeni. E in Ticino? Quali sono i/le triathleti/e che sono andati almeno una volta alle Hawaii? Abbiamo preparato questo elenco, dovrebbe essere completo (18 atleti), ma se mancasse qualcuno (o qualcuno dovesse essere stato incluso per sbaglio) attendiamo un vostro cenno...
IRONMAN FINISHER TICINO
Paolo Bertarelli
Nicolas Beyeler
Mattia Bionda
Jean-Marc Cattori
Michele Caverzasio
Roland Eble
Michele Giovagnoni
Barbara Guglielmetti
Bruno Invernizzi
Igor Nastic
Gabriella Picco
Nicola Pfund
Thomas Schoetzau
Patrick Spinedi
Mary Torre
Melanie Tunesi
Silvia Wieneke
Andrea Zamboni

giovedì 20 ottobre 2011

IRONMAN FINISHER TICINO


Chi sono i ticinesi che hanno preso parte almeno una volta all'Ironman delle Hawaii? Stiamo raccogliendo i nominativi e presto l'elenco completo verrà pubblicato su questo blog. Seguiteci!

Photos: copyright NP Promotion Sport

sabato 15 ottobre 2011

Mary Torre e un obiettivo chiamato "Ironman"

AGGUERRITA Mary torre posa con la sua bici di alta gamma.
Il triathlon non ha età. Ne è la dimostrazione Mary Torre che il prossimo anno parteciperà all'Ironman di Zurigo con l'obiettivo di staccare la qualifica per le Hawaii. A 55 anni d'età. Quindi, mentre la maggior parte dei suoi coetanei (maschi) cominciano a pensare ad una tranquilla pensione, pantofole, pipa e caminetto... lei si prepara con grande determinazione per affrontare 3,8 km a nuoto, 180 km in bici e 42,2 km a corsa. Come chiamarla? Per noi è semplicemente "pura grinta al femminile"!
Dall'ippica al... triathlon
MANAGER  a tempo pieno.
Mary Torre è responsabile per il Ticino della clientela aziendale per Sympany Assicurazioni SA, dove è impiegata a tempo pieno. Curioso il suo approccio al triathlon come ci racconta lei stessa: "Sono sempre stata appassionata di cavalli fino ad acquistarne uno e cimentarmi in concorsi ippici a livello cantonale e nazionale, per poi abbandonare le competizioni dopo circa 15 anni e cavalcare per diletto fino al 7 dicembre 1999, data di un incidente stradale relativamente grave che mi ha tenuta lontano dall'equitazione per quasi un anno. Per la riabilitazione ho fatto spinning, nuoto e corsette accompagnata dal mio cane. La bici da corsa mi ha sempre "attratto" e nel 2001 l'acquisto... nello stesso anno per caso ero a Locarno durante il triathlon che fino a quel momento ne avevo solo sentito vagamente parlare... Nel 2002, la mia prima gara di triathlon sulla corta distanza...È nata una nuova passione.
I primi due anni l'appuntamento era il "Mini-Tri" di Locarno, naturalmente senza grandi prestese... mi dicevo: "Alla mia età ormai...", in ogni modo il mio primo obbiettivo fu d'imparare a nuotare a stile libero e nel 2005 corsi il primo MD a staffetta ed io nuotai i 2500 crawl nel lago... finendo poi la gara al terzo posto! Che conquista! Da lì è stato un crescendo, da diverse gare "short" in Svizzera interna, per poi passare alla distanza olimpica.
Nel 2008 ho accompagnato Bruno Invernizzi e Barbara Guglielmetti alle Hawaii... Affascinata dalla magica atmosfera dissi. "A 55 anni correrò un IM",... ed "il tarlo ha iniziato a lavorare nella mia testa".
Prepararsi per affrontare l'Ironman è una sfida non da poco. Dove trovi la motivazione per puntare a questo obiettivo così ambizioso?
"Nel settembre del 2009 ho affrontato il primo MD a Locarno, l'anno successivo un 70.3, di nuovo il MD di Locarno e un IM a staffetta dove ho fatto la tratta in bici (180 km). Quest'anno ho corso due 70.3 ed il MD di Locarno e ad ogni gara ho migliorato le mie prestazioni... . Da un paio d'anni ho allungato sempre di più le mie uscite in bici e gli alleamenti a nuoto e a corsa. Dentro di me è maturata a poco a poco la consapevolezza che fisicamente ce la posso fare... Diciamo che dopo la vacanza alle Hawaii ho cominciato a "lavorare" per "vivere il mio sogno" e la motivazione diventa sempre più forte. È come mettere assieme un puzzle, allenamenti, nutrizione, materiale, palestra e mente... il 15 luglio 2012 deve funzionare tutto... io credo e voglio crederci fino in fondo... questa è la mia personalissima motivazione: realizzare un  sogno!"
Come è strutturata una tua settimana-tipo di allenamento?
"Ho un piano di allenamento da seguire che, nelle settimane di carico maggiore, raggiunge circa le 16 ore di allenamento. Pianifico nell'agenda professionale gli appuntamenti con "me stessa" cercando di equilibrare al meglio il lavoro, sport e vita sociale. Avere un programma aiuta molto... anche se inizialmente ho avuto difficolta a far quadrare tutto... ma da quest'anno funziona bene. In ogni modo bisogna saper essere flessibili e dare le giuste priorità per affronatre gli allenamenti con serenità. Il lavoro è una componente importante e non trascurabile nella mia vita. Quindi a volte levatacce all'alba per correre, mezzogiorno in bici, piuttosto che in palestra e alla sera ancora nuoto o bici... Di regola è 2nuoto-2bici-2corsa-2palestra. Il grosso dell'allenamento è poi concentrato sul fine settimana e c'è sempre il posto per un giorno alla settimana di "niente sport".
Gli infortuni sono sempre dietro l'angolo e possono compromettere una stagione. Come cerchi di prevenirli?
"Ho abituato gradualmente il mio fisico a sopportare sempre maggiori sforzi. La fortuna di dover allenare tre discipline tra cui il nuoto, aiuta moltro a prevenire gli infortuni. Inoltre più ci si allena più si impara a "dar retta" al proprio corpo e a volte, ascoltare i piccoli segnali e saper fermarsi un giorno in più, sono buone soluzioni. Delusioni, gare non terminate e alcuni medici che consigliavano di lasciar perdere le competizioni anche considerando l'età... Hanno creato dubbi e incertezze, ma la mia testa voleva continuare ed io ho avuto la meglio... Infatti, da quest'anno grazie ad un integratore alimentare si è risolto questo problema. Ad ogni modo infortuni o imprevisti fanno parte dl gioco... Il difficile è saper gestirli e star fermi il tempo necessario...
IN GARA Nella frazione in bici.
Come vedi il triathlon al femminile in Ticino? Quali sono le possibilità di sviluppo?
"Il triathlon al femminile, e non solo, in Ticino, trovo che a poco a poco si sta espandendo. Un po' lentamente, certo, c'è ancora tanta "fantasia" attorno a questo sport. Ma ed esempio proprio in questi giorni, durante l'allenamento in palestra ho incontrato uno che, sentito il mio progetto, mi ha detto: "Caspita, voglio provare anch'io a fare un Ironman!". La verità è che il triathlon, una volta che si conosce è... contagioso. Si vuol provare, mettersi alla prova. Inoltre, da parte mia sono tre anni che, come addetta stampa del Tri Team Ticino, mi occupo di scrivere resoconti. Penso che ogni appassionato della triplice dovrebbe impegnarsi per fare conoscere maggiormente il nostro bellissimo sport. Certo, in Ticino avere una prova di triathlon anche a Lugano, magari ad inizio estate, sarebbe eccezionale. Vedremo, io sono speranzosa, magari un giorno qualcuno si muoverà. Per il resto ho già coinvolto diverse amiche che adesso praticano regolarmente... Insomma, provare per credere! Mai stata così bene... e poi il triathlon è adatto a tutti con la sua vasta scelta di distanze e categorie.. e allora dico, forza fatevi avanti!

VOLERE È POTERE... NE SONO FERMAMENTE CONVINTA!!!!

Ne siamo convinti anche noi e allora... forza Mary!

domenica 9 ottobre 2011

Hawaii: svizzeri fuori dal podio - Grande gara di Andrea Zamboni (30.)


VINCITRICE La britannica  Chrissie Wellington.

Fantastica prova di Andera Zamboni alle Hawaii! A dispetto delle dichiarazioni pre-gara, dove aveva detto che quest'anno avrebbe partecipato con uno "spirito" diverso ("visto che ho ormai 41 anni correrò più tranquillo"), Zamboni è stato autore in realtà di un nuovo exploit finendo 30mo assoluto e primo di categoria. Non solo: con un tempo di 8:53.26 (1:04.29/4:35.16/3:07.50) ha nel contempo fatto segnare il nuovo record delle classe d'età 40-44. Imprevedibile, "zambo" non finisce di sorprendere e mette in difficoltà chi deve scrivere di lui. Non gareggia praticamente mai, di lui si sa poco o niente, e poi eccolo puntuale a infilare una prestazione che lascia tutti attoniti. Impressionante la sua tenuta nella maratona, dopo aver segnato un tempo fantastico nella tratta in bici (a livello dei migliori "pro"). Degli altri ticinesi bene anche Invernizzi che con 9:13.38 realizza il personale, mentre Nicolas Beyeler, dopo un nuoto e una frazione in bici convincenti, crolla nella corsa a causa di problemi allo stomaco. "È successo a dieci chilometri dall'inizio, quando ho cominciato ad avvertire problemi allo stomaco e all'intestino, da lì è iniziato il calvario...", ci ha detto comprensibilmente un po' amareggiato Nicolas. Roland Eble, il quarto ticicnese al via, chiude la sua fatica in 10:39.46, 45mo di categoria.
La vittoria è andata, tra gli uomini, all'americano Alexander Craig che, approfittando di condizioni climatiche ideali, ha stabilito il nuovo record del percorso in 8:03.56. Ha preceduto l'australiano Jacobs e il tedesco Raelert. Al femminile si impone per la quarta volta Chrissie Wellington in 8:55.08, un'impresa notevole in quanto reduce da una caduta in bicicletta che l'ha vista coinvolta solo due settimane fa e dalla quale aveva riportato diverse ferite. Svizzeri un po' sottotono: la migliore è Caroline Steffen (5.), mentre la Thürig che qui disputava la sua ultima gara in carriera, è sesta. Tra gli uomini il migliore è Mike Aigroz, 6., mentre Schildknecht si è ritirato al termine della tratta in bici. 

venerdì 7 ottobre 2011

"MORE THAN A RACE" - IL MITO DELLE HAWAII

SI PARTE! La spettacolare partenza a nuoto dalla baia di Kailua-Kona.
Inizia il conto alla rovescia per i quattro ticinesi che saranno al via del prestigioso Ironman delle Hawaii in programma nella notte tra sabato e domenica (ora svizzera) a Kailua Kona (Big Island). "More than a race", qualcosa più di una semplice gara: così l'ha definita il grande Mark Allen, 6 volte vincitore a Kona. Gara leggendaria, sfida ultima, sogno di ogni triathleta, l'Ironman è entrato nell'immaginario collettivo come una delle più dure al mondo nel campo degli sport di resistenza. Si parte con la tratta a nuoto, 3800 m nellle calde acque del Pacifico in mezzo ai pesciolini e alle tartarughe, poi si inforca la bici per 180 km nel deserto lavico battuto dal vento (il temuto "Mumuku") e per finire 42,2 km a corsa con le temperature che spesso toccano e superano i 40°C! Quasi duemila quest'anno gli atleti al via provenienti da 55 nazioni, una cinquantina gli svizzeri e tra questi, appunto, quattro ticinesi tutti preparatissimi e di grande esperienza, avendo già alle spalle una o più partecipazini a questo evento. Bruno Invernizzi, Andrea Zamboni, Roland Eble e Nicolas Beyeler lotteranno per un piazzamento nelle zone alte delle rispettive categorie d'età, impresa non impossibile considerando l'alto livello di questi quattro atleti, anche se le incognite, in una competizione del genere, sono sempre numerose. La passata edizione è stata dominata dagli atleti australiani con le vittorie di Chris McCormack, tra gli uomini, e Mirianda Carfrae che ha chiuso davanti ad una splendida Caroline Steffen, con l'altra elvetica Karin Thürig 6a. I colori rossocrociati saranno difesi quest'anno, oltre che dalla Steffen e dalla Thürig da una certa... Natasha Badmann (come Allen già sei volte prima alle Hawaii) e, in campo maschile, dalla presenza dei "pro" Mathias Hecht, Ronnie Schildknecht, Mike Aigroz e Mike Schifferle. Anche se l'obiettivo principale di tutti, dal professionista all'age-group, è quello di portare a termine una gara difficile che si sviluppa, per i più forti, sull'arco di ben 8-9 ore di sforzo continuo: arrivare sull'Alii Drive, potersi vedere nel maxischermo e sentire il pubblico e lo speaker ripetere:"You are an Ironman!" L'evento può essere seguito in diretta sul sito http://ironmanworldchampionship.com/.
ALOHA!

MASSACRANTE Una prova durissima per tutti i concorrenti.

LEGGENDA Natasha Badmann.














Copyright photo: NP Promotion Sport

domenica 2 ottobre 2011

Nicolas Beyeler e il sogno hawaiano


AMBIZIOSO L'atleta ticicnese sarà al via dell'Ironman sabato prossimo.
Nicolas Beyeler, per metà di origini bernesi e per metà parigino - ma cresciuto in quel di Brusino - è, sportivamente parlando, un "rullo compressore". Ne sappiamo qualcosa anche noi, visto che in passato abbiamo avuto occasione di allenarci insieme. Ed erano sedute del tipo: quattro chilometri a nuoto alla piscina dell'Atlantide (con varie ripetute...) e a seguire magari un'ora e mezza di corsa sulle stradine della Tenuta Bally (sempre con ripetute...). Alla fine eravamo tutti cotti... a parte Nicolas, che spesso si "sciroppava" ancora una cinquantina di chilometri per fare rientro a casa. Un sorriso e quel suo "ciao" simpaticamente un po' beffardo prima di partire che ci lasciava di stucco, a noi che ormai non ci trascinavamo più. Questo, qualche anno fa quando non era ancora ai livelli di adesso. Che sono quelli di un Ironman da podio (quasi sempre quello più alto) con tempi attorno - se non sotto - le 9 ore (il record ticinese è suo). Nicolas, che di professione è ingegnere informatico, è soprattutto un bravo ragazzo. Ama lo sport e lo si capisce da come affronta ogni gara, ogni allenamento. Dalla sua costanza e determinazione. Sicuramente, dall'alto anche dei suoi 192 cm distribuiti su un fisico atleticamente prestante, un ottimo ambasciatore della triplice disciplina. L'8 ottobre sarà di nuovo a Kona per il suo 5. Ironman. È l'obiettivo principale di questa stagione un po' tribolata per via dell'infortunio al polpaccio. L'abbiamo raggiunto per una breve intervista.
Qual è il tuo stato di forma, ti sei ripreso completamente dall'infortunio?
LA GIOIA  Nicolas al termine di una gara.
"Il polpaccio si è rimesso perfettamente e nell'ultimo mese ho potuto caricare negli allenamenti come previsto. Ma comunque per ridurre i rischi ho deciso di non gareggiare sino all'8 ottobre, saltando quindi l'appuntamento di Locarno, al quale tenevo parecchio. La mia forma attuale dovrebbe essere ottima. Dico "dovrebbe" perché questa è proprio una domanda alla quale non si riesce a rispondere con la dovuta sicurezza quando ci si trova a meno di una settimana da un appuntamento importante. Se però analizzo i miei allenamenti e le risposte della mia mente e del mio corpo, posso dire di stare bene e meglio degli scorsi anni."
Affronti per la quinta volta l'Ironman, sapendo che nelle esperienze passate non sempre hai potuto esprimerti al meglio. Per questa edizione hai studiato un approccio diverso?
"Sì, questa è la mia quinta partecipazione, ho avuto una sola edizione durante la quale ho potuto esprimermi vicino ai livelli previsti, nel 2008. Tutte le altre edizioni sono state caratterizzate da "imprevisti" sfortunati o da inesperienza:
2007: congestione durante la maratona;
2009: infortunio al polpaccio poche settimane prima dell'appuntamento: quindi maratona zoppicata dal primo all'ultimo metro;
2010: frattura al dito del piede proprio uscendo dall'acqua durante la gara.
Ora, ho affrontato parecchi Ironman, in tutte le gare riesco ad esprimermi bene e con sicurezza. Per questa gara probabilmante ho pagato anche l'inesperienza. O forse come taluni dicono: "Ho pagato il dovuto tributo agli Dei dell'isola". Ora è da capire se sono ancora in debito...
Questa manifestazione va assolutamente affrontata in modo differente! Ogni volta ho imparato tanto, ora mi sento sicuro e sono motivato. Non sono assolutamente impaurito come lo sono stato in passato."
Qual è il tuo obiettivo per l'8 ottobre?
"Questa è una domanda alla quale ho sempre dato risposta negli scorsi anni, ma questa volta dico solo di voler fare... una bella gara.
So benissimo che, comunque vada, soffrirò!"

Auguri Nicolas per questa tua quinta partecipazione e che gli Dei dell'Isola, questa volta... siano dalla tua parte!

giovedì 29 settembre 2011

Gabriella Picco-Winteler e la sfida sulle lunghe distanze

DETERMINATA  Gabriella impegnata nella tratta a corsa al Mondiale 70.3 di Las Vegas.

A guardarla nessuno certo lo immaginerebbe... che dietro a quella figura minuta dal viso simpatico si cela in realtà una delle più agguerrite sportive del panorama cantonale (e non solo). Gabriella Picco-Winteler, 47 anni, mamma di tre figli, da qualche stagione si sta distinguendo per le sue brillanti partecipazioni a vari Campionati mondiali di triathlon sulle lunghe distanze. Per tre anni consecutivi si è qualificata per la finale della distanza 70.3 di Clearwater (Florida), è stata alle Hawaii lo scorso anno per l'Ironman, e quest'anno ha appena concluso il mondiale di Las Vegas, sempe 70.3, chiudendo 12ma di categoria. In mezzo resta il tempo per qualche corsa a piedi, come la 30 km della Stralugano di domenica, che naturalmente... ha vinto. Insomma, una sportiva di grande spessore che abbiamo voluto avvicinare per un'intervista.
Quando hai iniziato a fare triathlon?
A CASA  Attorniata dalla famiglia nella casa di Camorino.
"Ho iniziato con il triathlon nel 1999, per puro gioco, ad una manifestazione solo per donne a Zurigo. Nel frattempo quest'ultima è stata tolta, a suo tempo era proprio una bella cosa. Ho iniziato con uno SPRINT ed una bicicletta presa in prestito da mia cognata. Mi sono divertita e da lì non ho più smesso di praticare questo sport. Ogni anno ho aggiunto distanze nuove, olimpico, mezza Ironman fino a finire con l'Ironman nel 2009/2010."
Le distanze sulle quali ti cimenti sono piuttosto impegnative. Come trovi il tempo per allenarti e la motivazione per "non mollare"?
"Allora, premetto che ho un marito (dr. medico dentista con studio a Giubiasco, pure valido triathleta, ndr.) veramente molto tollerante e che mi sostiene nel migliore dei modi! All'inizio le distanze erano corte come pure gli allenamenti. Col passare degli anni, incrementando le distanze fino ad arrivare all'Ironman delle Hawaii, le ore di allenamento sono arrivate ad un culmine di circa 18 a settimana. I figli nel frattempo sono già più grandi (14, 17, 19), sportivi pure loro e le ore dove loro sono a scuola le dedico agli allenamenti. Sicuramente ci vuole tanta coordinazione e la "testa" per voler alzarsi presitissimo in estate e attaccare una corsa dopo un'uscita di bici lunga. La motivazione per non mollare, viene dal semplice piacere che provo nel movimento, nello stare fuori a contatto con la natura e nel sentirmi veramente esausta alla sera."
I dati ci indicano che sempre più donne si avvicinano al triathlon: come spieghi questo fatto?
"Perché è divertente, variato e, se fatto bene, anche molto sano! Anche per il corpo il fattore delle tre discipline (col nuoto come sport più dolce sulle articolazioni) fa si che non ci si rovina come se ci si allenasse tutte quelle ore in una sola disciplina.
Sicuramente il fatto di aver parlato dei miei risultati ha stimolato altre donne a cominciare praticare questo sport. Penso comunque che sia anche un "trend" internazionale, con materiali nuovi e circuiti sempre più interessanti.

PREMIATA Uno di numerosi podi di Gabriella.
I tuoi prossimi obiettivi (fine stagione e 2012)?
Mah, per quest'anno a dire la verità... non ci sono. Ho appena gareggiato ai campionati mondiali di 70.3 (mezzo Ironman) a Las Vegas, classificandomi 12esima di categoria e ho deciso di partecipare alla STRALUGANO appena lunedì scorso al mio rientro dagli Stati Uniti per vedere come andava. Mai e poi mai avrei immaginato di andare sul podio e men che meno di vincere la mia categoria! Non avevo mai partecipato ed erano anni che non facevo più una gara podistica. Quindi mi ha fatto venire voglia di "buttarmi" nell'avventura di una maratona per finire l'anno, ma non ho ancora deciso definitivamente se sì e semmai quale. Per il 2012 ho intenzione di gareggiare all'IRONMAN di Nizza a fine giugno, facendo forse prima delle gare sulla mezza distanza come allenamento. Non nego che la voglia di tornare alle Hawaii c'è, ma so anche che ci vuole una giornata perfetta a Nizza e tanta, tanta fortuna. Comunque, col passare degli anni, preferisco sempre più gareggiare in posti nuovi, conciliando lo sport, la gara con vacanze speciali, senza necessariamente pensare ad una qualifica per i Campionati Mondiali a Kona. Da domenica, poi, chissà che non provi a fare qualche gara podistica... Vediamo cosa porta il futuro."

Da parte nostra non resta che farti un grande... in bocca al lupo, Gabriella!

L'insegnamento del triatleta

È il titolo dell'intervista che mi ha dedicato il settimanale "Azione" nel suo ultimo numero a firma di Lorenzo De Carli. In realtà l'articolo è riferito al mio ultimo libro, "La filosofia del Jogger", una sorta di diario personale in cui mi soffermo sulle virtù e i benefici della corsa a piedi e del movimento in generale. Ovviamente parlo anche di triathlon e per questo lo consiglio a tutti i lettori di questo blog. Per chi fosse interessato basta scrivermi (nicola.pfund@gmail.com).
Intanto vi lascio leggere l'intervista che potete aprire cliccando su questo link:

domenica 25 settembre 2011

Stralugano, cronaca di un successo annunciato...

La Stralugano chiama, gli appassionati della corsa a piedi rispondono. Anche quest'anno, in occasione della sesta edizione, erano più di tremila alla partenza. Numeri che da noi raramente si vedono in manifestazioni del genere. Certo, altri sport attirano più gente. Ma partecipare in prima persona, mettendosi in gioco, è un'altra cosa. Soprattutto ha un valore diverso. "È stata una grande festa per Lugano e tutto il Ticino e di questo siamo orgogliosi.", ha detto raggiante Vanni Merzari presidente del CO. La gente ha fame di movimento e allora cerca un obiettivo, qualcosa però di davvero allettante, come appunto la partecipazione alla Stralugano per provare, una volta, a girare attorno al Monte San Salvatore. Trenta chilometri in tutto, che il vincitore, il giovane keniano Hosea Tuei ha percorso in 1:34:03, chiudendo davanti ad Hamid Mohammednur dell'Eritrea e al marocchino Hakin Radovan. "Oggi mi sentivo bene e ho potuto esprimere tutto il mio potenziale. È un percorso davvero magnifico.", ha detto il vincitore.
È stata una gara tattica con gli atleti africani già al comando sin dalle prime battute, e l'attacco decisivo di Tuei sull'ultimo srappo di Pambio, attacco che non ha dato scampo agli avversari. Il migliore dei ticinesi  è stato Christian Puricelli, che ha chiuso 8. assoluto. "Ho tenuto il mio passo, cercando di non strafare e in definitiva sono contento del mio risultato", commenta Puricelli, che si divide, essendo uno specialista di duathlon, tra corsa e bicicletta. Dietro di lui un Massimo Maffi che, nonostante i 45 anni, è ancora uno dei migliori podisti a livello cantonale: "Per me era un test in vista della Maratona Ticino, soprattutto volevo assicurarmi della tenuta dei miei... tendini e tutto ha funzionato al meglio." A completare il buon risultato complessivo dei ticinesi c'è ancora il 10. posto di Jonathan Stampanoni, un altro irriducibile del podismo cantonale, sempre protagonista. La Stralugano è stata l'occasione per incontrare tanti amici del triathlon, tra cui Gabriella Picco, Nicolas Beyeler, Paolo Bertarelli, ecc., con i quali abbiamo già preso impegno per ospitarli nell'immediato futuro, con una breve intervista, su questo blog.

martedì 20 settembre 2011

Viva la Stralugano!




È stata presentata questa mattina al ristorante Lido di Lugano la corsa podistica internazionale della Stralugano, giunta alla sesta edizione. Anche quest'anno un grande lavoro è stato svolto dal Comitato organizzatore - presieduto dall'ing. Vanni Merzari - per offrire ai partecipanti e al pubblico un evento di spessore e di qualità impeccabile. Un lavoro che ha evidentemente dato i suoi frutti visto che la Stralugano viaggia verso... i 3500 iscritti. Un successo senza precedenti, numeri che in Ticino non si sono mai visti in manifestazioni del genere. Il segreto? "Cerchiamo di curare i particolari e di assecondare le esigenze dei corridori correggendo, di anno in anno, ciò che non funziona e proponendo quei correttivi per rendere l'esperienza della Stralugano qualcosa di unico", ci ha confidato Merzari. Al resto ci pensa lo scenario mozzafiato in cui si svolge la gara e un percorso, sia nella 30 km che nei 10 km, assolutamente entusiasmante. Novità di quest'anno è la gara sul miglio, con diversi atleti di livello internazionale e che vedrà al via anche la giovane promessa André Engelhardt, fresco recordman ticinese sulla distanza. Tutto l'evento sarà seguito in diretta da Teleticino (altra novità), così che anche il pubblico da casa (e gli atleti la sera nella replica) avrà l'opportunità di seguire la prova. Insomma, un appuntamento da non mancare anche per i triathleti che hanno l'occasione di testarsi a conclusione di stagione. Iscrizioni possibili fino al giorno della gara. Per informazioni: http://www.stralugano.ch/


domenica 18 settembre 2011

Christoph Mauch, un campione di passaggio a Locarno


Non c'è stato solo Sven Riederer a dare lustro all'ultimo Triathlon di Locarno, che ha avuto soprattutto nella giornata di sabato il suo momento clou con la gara riservata ai "pro". Ricordiamo che lo zurighese si è imposto davanti ai fratelli Salvisberg e che era a Locarno per "testare" la condizione in vista dell'importante appuntamento di Coppa del mondo di Pechino della domenica successiva, prova che lo ha visto chiudere al secondo posto, dimostrando di essere uno dei più forti triathleti al mondo (e per questo lo aspettiamo con grande interesse al prossimo appuntamento con Londra 2012).

A Locarno c'era anche Christoph Mauch, indubbiamente uno dei più grandi triathleti di tutti i tempi. Ricordiamo i suoi due quarti posti alle Hawaii (nel 1998 e 1999), oltre alle vittorie in altri Ironman tra cui quello di Zurigo dove si è imposto in più occasioni. Christoph, oggi quarantenne, ha gareggiato nella "short distance" per divertimento (anche se ovviamente ha vinto nella sua categoria...) e per tenersi sempre in forma. "Mi diverte molto gareggiare qui a Locarno" ci ha confidato il lucernese. "Certo, mi piacerebbe potermi allenare di più, ma con il lavoro e la famiglia resta davvero poco tempo. Aspetterò che i miei figli siano piu grandi per allenarmi con loro e riprendere magari a gareggiare più seriamente", ci dice sorridendo. "Le Hawaii? Sono un mito e un sogno allo stesso tempo, laggiù ho ricordi bellissimi e indelebili. Chissà, magari un giorno potrei tornarci". Allora a presto, Christoph!

A quando il Triathlon di Lugano?


La partenza a nuoto dal Lido di Melide.

Riconoscete il posto raffigurato nell'immagine riportata sopra? Sì, è al Lido di Melide e la foto è stata scattata in occasione dell'ultima edizione del Triathlon del Ceresio. Siamo nel 2000 e la prova era valida per i Campionati svizzeri. Al via di questa gara erano presenti tutti i migliori atleti, Brigitte McMahon (che sarà la prima campionessa olimpica a Sydney qualche mese dopo), Magali Messmer, Reto Hug e pure una giovanissima Nicola Spirig (foto a lato). Questa manifestazione fu un piccolo miracolo organizzativo, frutto di un lavoro incredibile di un gruppo di persone che realizzò... l'impossibile. Con pochissimi mezzi e tanta, tantissima volontà. Ma ci riuscì e con pieno successo. Anche se poi, stremato dall'immenso lavoro, il Comitato lasciò. Allora, organizzare un triathlon era un'impresa davvero non indifferente. Ma oggi? Le cose sono cambiate e di molto, anche alle nostre latitudini. Da qui la domanda: a quando un nuovo triathlon sul Ceresio? Il Lido di Lugano sarebbe il luogo ideale. Giugno, il periodo giusto. Chi si lanciasse oggi in questa impresa avrebbe un successo garantito. Su questo non ci sono dubbi!


Photo: copyright Np Promotion Sport

sabato 17 settembre 2011

Il mio libro sul triathlon

TRIATHLETA PER PASSIONE

Nel 2003 ho scritto questo libro sul triathlon. Un regalo che ho fatto a questa splendida disciplina, fino ad allora da noi poco conosciuta. Ho messo tutta la mia passione per parlare di uno sport fantastico, distribuendo informazioni e consigli in 136 pagine di testo, integrato da immagini fantastiche realizzate da professionisti della fotografia. Sono passati otto anni, diverse cose sono cambiate. Lo sport (in generale) per certi versi si è esasperato, ma è anche cambiato. In meglio, direi. Non più solo competizione, risultati, record. Ma sport per fare movimento, per stare meglio. Per migliorare la propria qualità di vita. Il triathlon, che pratico tuttora - e non poteri farne a meno -, in questo è eccezionale: perché è uno sport completo, che ci permette di avere un rapporto privilegiato con gli elementi della natura (acqua, aria, terra). E forse in tutto ciò anche "Triathleta per passione", in qualche modo, ha dato il suo modesto contribuito, lasciando un segno di positività.
Per ordinazioni:
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