domenica 2 ottobre 2011

Nicolas Beyeler e il sogno hawaiano


AMBIZIOSO L'atleta ticicnese sarà al via dell'Ironman sabato prossimo.
Nicolas Beyeler, per metà di origini bernesi e per metà parigino - ma cresciuto in quel di Brusino - è, sportivamente parlando, un "rullo compressore". Ne sappiamo qualcosa anche noi, visto che in passato abbiamo avuto occasione di allenarci insieme. Ed erano sedute del tipo: quattro chilometri a nuoto alla piscina dell'Atlantide (con varie ripetute...) e a seguire magari un'ora e mezza di corsa sulle stradine della Tenuta Bally (sempre con ripetute...). Alla fine eravamo tutti cotti... a parte Nicolas, che spesso si "sciroppava" ancora una cinquantina di chilometri per fare rientro a casa. Un sorriso e quel suo "ciao" simpaticamente un po' beffardo prima di partire che ci lasciava di stucco, a noi che ormai non ci trascinavamo più. Questo, qualche anno fa quando non era ancora ai livelli di adesso. Che sono quelli di un Ironman da podio (quasi sempre quello più alto) con tempi attorno - se non sotto - le 9 ore (il record ticinese è suo). Nicolas, che di professione è ingegnere informatico, è soprattutto un bravo ragazzo. Ama lo sport e lo si capisce da come affronta ogni gara, ogni allenamento. Dalla sua costanza e determinazione. Sicuramente, dall'alto anche dei suoi 192 cm distribuiti su un fisico atleticamente prestante, un ottimo ambasciatore della triplice disciplina. L'8 ottobre sarà di nuovo a Kona per il suo 5. Ironman. È l'obiettivo principale di questa stagione un po' tribolata per via dell'infortunio al polpaccio. L'abbiamo raggiunto per una breve intervista.
Qual è il tuo stato di forma, ti sei ripreso completamente dall'infortunio?
LA GIOIA  Nicolas al termine di una gara.
"Il polpaccio si è rimesso perfettamente e nell'ultimo mese ho potuto caricare negli allenamenti come previsto. Ma comunque per ridurre i rischi ho deciso di non gareggiare sino all'8 ottobre, saltando quindi l'appuntamento di Locarno, al quale tenevo parecchio. La mia forma attuale dovrebbe essere ottima. Dico "dovrebbe" perché questa è proprio una domanda alla quale non si riesce a rispondere con la dovuta sicurezza quando ci si trova a meno di una settimana da un appuntamento importante. Se però analizzo i miei allenamenti e le risposte della mia mente e del mio corpo, posso dire di stare bene e meglio degli scorsi anni."
Affronti per la quinta volta l'Ironman, sapendo che nelle esperienze passate non sempre hai potuto esprimerti al meglio. Per questa edizione hai studiato un approccio diverso?
"Sì, questa è la mia quinta partecipazione, ho avuto una sola edizione durante la quale ho potuto esprimermi vicino ai livelli previsti, nel 2008. Tutte le altre edizioni sono state caratterizzate da "imprevisti" sfortunati o da inesperienza:
2007: congestione durante la maratona;
2009: infortunio al polpaccio poche settimane prima dell'appuntamento: quindi maratona zoppicata dal primo all'ultimo metro;
2010: frattura al dito del piede proprio uscendo dall'acqua durante la gara.
Ora, ho affrontato parecchi Ironman, in tutte le gare riesco ad esprimermi bene e con sicurezza. Per questa gara probabilmante ho pagato anche l'inesperienza. O forse come taluni dicono: "Ho pagato il dovuto tributo agli Dei dell'isola". Ora è da capire se sono ancora in debito...
Questa manifestazione va assolutamente affrontata in modo differente! Ogni volta ho imparato tanto, ora mi sento sicuro e sono motivato. Non sono assolutamente impaurito come lo sono stato in passato."
Qual è il tuo obiettivo per l'8 ottobre?
"Questa è una domanda alla quale ho sempre dato risposta negli scorsi anni, ma questa volta dico solo di voler fare... una bella gara.
So benissimo che, comunque vada, soffrirò!"

Auguri Nicolas per questa tua quinta partecipazione e che gli Dei dell'Isola, questa volta... siano dalla tua parte!
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