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martedì 19 febbraio 2013

Correre scalzi: un fenomeno sempre più diffuso

TENDENZA A New York sono sempre più numerosi quelli
che corrono a piedi nudi.
Correre scalzi è un fenomeno sempre più diffuso. Tra i partecipanti alla maratona di New York, che quest'anno si terrà domenica 3 novembre, aumentano infatti i barefooters, quelli che preferiscono non costringere i piedi dentro un paio di scarpe. Nella Grande Mela ha già gareggiato anche Christopher McDougall, autore del libro culto di questo movimento: il best seller Born to run.
L’idea di fondo è che bisogna tornare a muoversi come i nostri antenati, visto che le estremità inferiori dell’uomo sono un capolavoro di ingegneria, di gran lunga superiore alle calzature più tecnologiche.
Diversi studi sottolineano che abbandonare le calzature sia anche più salutare: i muscoli delle gambe si rafforzano, la postura si riallinea e l’impatto sul terreno è meno brusco. Secondo il biologo Daniel Howell, inoltre «camminare scalzi mette di buonumore perché aumenta i livelli di serotonina nel cervello».

sabato 3 novembre 2012

Salta la Maratona di New York!

ANNULLATA La maratona non si farà!

Annullata la maratona di New York

Per la prima volta, la maratona di New York non si correrà. La decisione è stata presa dal sindaco Bloomberg. La città non si è ancora ripresa dall’uragano Sandy. Presenti anche 13 corridori ticinesi che dovranno rinunciare alla prova.


mercoledì 31 ottobre 2012

The Marathon will take place - La Maratona di New York si farà

LA CARICA DEI 40 MILA La maratona si correrà
malgrado i disagi provocati da Sandy.
Dopo il passaggio di Sandy, New York teme un aumento del crimine e dello sciacallaggio nelle aree in cui ancora manca l'elettricità. Per questo le autorità pubbliche hanno alzato le misure di sicurezza. Ci vorranno infatti alcuni giorni prima che la corrente sia ripristinata e centinaia di migliaia di persone potrebbero rimanere al buio sino al fine settimana. Il sindaco Bloomberg ha promesso "una presenza della polizia notevolmente rafforzata". 

Malgrado questi problemi gli organizzatori assicurano che anche quest'anno la celebre maratona di New York si farà. Come si legge sul sito del Washington Post, domenica prossima malgrado i disagi provocati dall'uragano, per le vie della Grande Mela si terrà l'edizione 2012 della competizione, in cui ogni anno partecipano concorrenti da tutto il mondo. Gli organizzatori della maratona, comunque, lasciano aperta la possibilità di apportare delle modifiche rispetto alle precedenti edizioni proprio a seguito del passaggio dell'uragano e dei danni che questo ha causato. Al via dovrebbe esserci anche il ticinese Mauro Bunkofer, già presente nella passata edizione dove chiuse in 3h00.51. 
Tra i favoriti figurano gli africani Moses Mosop vincitore a Boston nel 2001 (2h03.06), Wilson Kipsang (2h03.42) e Gebre Gebremarian (2h04.53) mentre al femminile potrebbero emergere le atlete europee Ana Dulce Felix, Tatyana Arkhipova e l'italiana Valeria Straneo.

mercoledì 4 gennaio 2012

347 dollari per iscriversi alla Maratona di New York!

La Maratona più famosa del mondo annuncia un aumento della tassa di iscrizione del 39%! Nel 1970 iscriversi costava 1 dollaro...
UN LUSSO! Se si considera la tassa per iscriversi...
La crisi coinvolge anche la mitica mara­tona di New York: per iscriversi alla 42 chi­lometri più famosa del mondo, gli atleti che regolarmente arrivano da ogni conti­nente quest'anno dovranno sborsare in media 60 dollari in più del 2011. È colpa dell'aumento dei costi per la sicurezza e, in particolare, per il servizio degli agenti del New York Police Department, ovvero la polizia della Grande Mela.
Certo, partecipare alla maratona è sempre uno dei migliori sistemi per dimagrire, ma ora a perdere peso sarà dunque anche il portafoglio dei runner...
E allora, i membri del New York Road Run­ners pagheranno quest'anno per parteci­pare 216 dollari, a fronte dei 156 dollari del 2011, mentre per i residenti negli Stati Uni­ti non membri del New York Road Runner l'iscrizione salirà a 255 dollari, contro i 196 dollari del 2011. Ma il conto più salato lo pagheranno gli stranieri: per loro il prezzo di iscrizione sarà di 347 dollari, contro i 281 dollari del 2011. Si tratta di aumenti com­presi tra il 24 e il 39 per cento. Un bel salto rispetto alla prima edizione del 1970. Al­lora ci furono solo 127 partecipanti e il co­sto di iscrizione era di appena un dollaro...

sabato 19 novembre 2011

L'esperienza di Mauro Bunkofer alla Maratona di New York


EX CALCIATORE di Lega nazionale A.
Maratona di New York, 6 novembre 2011. Tra i quasi 50 mila concorrenti che si apprestano a prendere il via dal ponte di Verrazzano anche il ticinese Mauro Bunkofer che per i suoi 50 anni si è voluto regalare questa esperienza unica. Succede a molti – ed è bene che sia così - di fissarsi obiettivi significativi per il proprio mezzo secolo di vita. Ma quella di Mauro Bunkofer non è una storia qualsiasi. Perché? Perché è quella di un ex sportivo d’élite – meglio: di un ex calciatore di lega nazionale A! - convertitosi con gli anni al piacere della corsa. “Diavoli di calciatori, viziati, superpagati…”. Fa strano pensare a un calciatore che si appassiona a uno sport di fatica come il podismo. Ma capita anche questo, e può essere anche una bella storia, come ci dimostra l’esperienza di Mauro Bunkofer.
Ci ricordi brevemente il tuo passato da calciatore?
“Inizio a giocare a calcio nelle giovanili del FC Lugano nel 1970-71. Dopo aver militato negli allievi fino agli interregionali sono approdato in prima squadra nella stagione 1978-79 e vi ho giocato fino alla stagione terminata nel 1982. Ho vissuto una promozione dalla serie B alla serie A con i vari Brenna, Hitzfeld, Gröbli, Casanova, Perucchi ecc., per poi successivamente essere relegati nella stagione successiva. Nel 1982 approdo al FC Winterthur, allora in serie A, dove milito per quattro stagioni fino al 1986 giocando due stagioni in A e due in B. Rientro da Zurigo nel 1990 per motivi professionali ed inizio a giocare con i veterani del FC Lugano. Raccolgo piccole soddisfazioni anche a questi livelli con le vittorie di coppa CH e di vari campionati. Alcune apparizioni con la selezione CH veterani che mi hanno permesso di incontrare e conoscere giocatori quali Paolo Rossi, Antognoni, Giordano, Nela, Giannini, Tardelli ed altri ex campioni degli anni 80.”
 A un certo punto, però, è scoppiata la passione per la corsa…
 “Inizio con la corsa di mezzofondo ad inizio nuovo millennio spinto da un amico di nome Soccorso (Soccorso Cresta, amico comune, Ndr.): il nome è una garanzia. Mi ha convinto, e in poco tempo ho trovato quella passione sportiva che da alcuni anni mi aveva abbandonato ma che però mi mancava. È una questione di equilibri. Ho ritrovato la voglia di affrontare nuove sfide, di iniziare una nuova avventura e un nuovo capitolo sportivo. Non più un gioco di squadra bensì una gara contro te stesso. Mente e fisico, una miscela che deve funzionare se si vogliono ottenere soddisfazioni e raggiungere determinati obbiettivi. Allungo sempre più e arrivo alla prima maratona ai campionati italiani chiudendo in 3 ore e 5 minuti.”
Poi è venuta la massacrante Marathon des Sables…
“È vero. Non contento di correre unicamente percorsi classici mi diletto con la bici da corsa e mi interesso a corse a piedi diverse, con maggior fascino e più intense. Scopro la Marathon des Sables nel deserto del Marocco ai confini con l'Algeria. Mi intriga e via. Mi iscrivo senza pensarci due volte nel 2003. Esperienza unica, oserei dire da urlo. Mi preparo come se dovessi preparare una semplice e classica maratona in quanto il tempo a disposizione è quello che è. Tuttavia mi comporto discretamente giungendo 73. assoluto su 700 partecipanti. Al di là del risultato che è relativo, è stata una grandissima soddisfazione giungere al traguardo lucido ed in forma. È una gara che richiede una grande forza mentale ancor più che fisica in quanto si tratta di correre in autosufficienza alimentare su un percorso di dune di sabbia e pietraie lungo complessivamente 250 km. Concludo la gara in una trentina di ore.”
Raccontaci la tua esperienza alla NYC Marathon.
“Negli anni successivi altre maratone e mezze maratone fino ad arrivare ad un mese del compimento dei 50 anni a correre la maratona di NY il 06.11.2011. Partecipanti 47000! Tifo da fare invidia al Maracanà. Dall’inizio alla fine non c’è un attimo di silenzio. Le gambe vanno da sole e la testa non serve più di quel tanto. Entusiasmo mai visto fino ad ora durante una corsa. La maratona di NY non ha rivali. È unica e per chi ama la corsa o ha il desiderio di fare almeno una maratona nella vita deve fare NY. Resterà sempre un ricordo bellissimo ed unico. Che soddisfazione! Uomini, donne, giovani e meno giovani fino agli anziani. Complimenti a tutti! Il tempo leggermente sopra le mie aspettative, ma non importa. La rifarei anche se ci mettessi di più talmente è entusiasmante. Ho concluso in 3 ore e 51 secondi. Classificato 1211. e 89. di categoria. Ricordo a coloro che volessero iscriversi che purtroppo non è evidente partecipare. Se si vuole partecipare singolarmente è necessario avere ottenuto dei tempi corsi nell'anno precedente o medesimo ben definiti dal regolamento e secondo la categoria. Se non si hanno i tempi richiesti è necessario iscriversi tramite la Kuoni Viaggi che organizza un pacchetto gara incluso volo e albergo.
Sono sensazioni uniche ed indescrivibili che consiglio a qualsiasi persona motivata che ha voglia di esperienze che lasciano un bellissimo ricordo.”
Quella di Mauro Bunkofer è indubbiamente una figura di sportivo unica. Di chi riesce a mettersi sempre in gioco, non avendo paura di confrontarsi anche a imprese rischiose, a sforzi autentici. Lo incontriamo ogni tanto allo stadio di Cornaredo, sul mezzogiorno: una corsetta insieme - un po’ si parla, un po’ si scherza - e via di nuovo al lavoro, lui che è direttore di un’importante fiduciaria a Lugano. Protagonista nello sport come nella vita.

lunedì 7 novembre 2011

NYC Marathon - Dominio africano

SPETTACOLO  Il biscione variopinto sul ponte di Verrazzano.
Vincono Mutai e la Dado. Bene il ticinese Bunkofer
Dominio degli atleti africani alla Maratona di New York. Tra gli uomini ha vinto il keniano Goeffrey Mutai, 30 anni, nel tempo record di 2:05.06, mentre tra le donne ha trionfato l’etiope Firehiwot Dado, 27 anni, che ha completato il percorso in 2:23.15.
Quasi 50 mila i podisti al via. Tra questi anche il ticinese Mauro Bunkofer di Sorengo che ha chiuso in 3:00.51 (89mo di categoria). Miglior svizzero Viktor Röthlin, 11mo assoluto in 2:12.26.

sabato 5 novembre 2011

Maratona di New York - Il fascino irresistibile della Grande Mela



GRANDE MELA La partenza della NYC è per domani alle 14.40 ora svizzera.

Autunno tempo di maratone. E che maratone! Domani tocca infatti a quella di New York, la più celebre al mondo. Un appuntamento prestigioso al quale anche diversi triathleti ticinesi hanno preso parte in passato. Ricordiamo ad esempio la partecipazione di Michele Caverzasio, Ironman luganese, che nel 2008 realizzò un "crono" di tutto rispetto (2:42.05). Quest'anno ci sarà ancora in nostro Viktor Röthlin che, dopo la delusione dello scorso anno (fu costretto a gettare la spugna al 25mo chilometro), punta a un piazzamento tra i primi dieci. Chi vi scrive ha preso parte alla Maratona di New York nel lontano... 1994. Un'esperienza indimenticabile che avevo fissato su un foglio durante il rientro in aereo, la sera stessa. Lo ripropongo qui di seguito per coloro che magari in futuro vorranno vivere la medesima esperienza.

DA VERRAZZANO A CENTRAL PARK
Le impressioni di un podista amatore tra i partecipanti alla Maratona di New York
"Would you like a drink", mi sento rivolgere d'improvviso da un podista che si trovava proprio in quel momento accanto a me porgendomi un bicchiere con ancora un po' d'acqua raccolto all'ultimo rifornimento. "Thank you", rispondo con affanno, e trangugio con vigore il liquido che rimane nell'involucro, prima di scambiare un cenno di ringraziamento all'occasionale compagno d'avventure che in pochi secondi scompare nella marea di podisti.

STAR Viktor Röthlin.

New York City, sei novembre 1994. Un episodio qualsiasi tra gli infiniti che si sono consumati in occasione della 25ma edizione della più celebre maratona del mondo, quella della Grande Mela appunto. Abbiamo da poco oltrepassato l'indicazione del trentesimo chilometro dei 42 e 125 metri previsti. È questo un momento cruciale per qualsiasi maratoneta. È qui infatti che ognuno comincia a tirare le somme di quello che ha speso e, soprattutto, di quello che può ancora spendere. Dodici chilometri, presi singolarmente, non sono molti per un podista allenato, ma possono diventare un vero e proprio calvario se giungono dopo trenta chilometri percorsi senza risparmio. Del resto, chiunque abbia anche solo una piccola esperienza come maratoneta sa che è proprio da questo punto che inizia la maratona: dal trentesimo chilometro!
L'idea d partecipare a questa grande avventura che è la Maratona di New York risale a qualche anno fa ed è in fondo il sogno che ogni podista amatoriale culla in sè e che vorrebbe un giorno veder realizzato. Sebbene oggi praticamente in ogni angolo del mondo si organizzano maratone sull'arco di tutto l'anno, New York rimane infatti la meta più ambita grazie al suo fascino tutto particolare.
Pronti, via! Alle 10.50 in punto del mattino di domenica 6 novembre, sotto un cielo sereno, lo sparo del cannone mette in movimento una "massa" di non meno di 30 mila concorrenti che prende il via dal ponte di Verrazzano. È un momento impressionante: una folla immensa e colorita stipata nelle pur ampie strade di questo storico ponte lentamente si mette in movimento allungandosi sempre più fino a formare una sorta di biscione variopinto di alcuni chilometri. Giovani e meno giovani, atleti navigati e corridori alle loro prime esperienze, tutti, anche se forse non viene confessato apertamente, hanno una motivazione che li spinge a superarsi: dal campione che corre per vincere, all'atleta che mira ad abbassare il proprio "personale", al vero podista amatore la cui ambizione è innanzitutto quella di giungere alla fine, al Central Park. Ognuno, però, è accomunato dalla stessa volontà di portare a compimento un'avventura entusiasmante, vivendo e assaporando nel corso di questo evento un'atmosfera che è unica nel suo genere.
Trasportati dall'entusiasmo, i primi chilometri vengono percorsi a ritmo sostenuto, agili, quasi senza far fatica. "Go! Go!", si sente gridare dal numerosissimo pubblico assiepato lungo le strade. Ogni tanto si è colpiti dal paesaggio che varia continuamente, oppure da un edificio particolare o ancora da qualche altra curiosità. Si apprezzano anche le numerose orchestrine che animano l'ambiente e che a loro volta contibuiscono a tenere alto il morale. Ma sono senzazioni, queste, che normalmente si vivono solamente all'inizio di una maratona, nei primi chilometri, finché vi sono energie in abbondanza per occuparsi anche di quanto sta al d fuori di noi stessi. Poi, più passano i chilometri, più la respirazione si fa ansimante e le gambe fanno male, ognuno, istintivamente, tende a ripiegarsi su sé stesso risparmiando ogni energia per raggiungere l'ambito traguardo.
Il percorso della maratona si snoda attraverso i cinque "boroughs" di New York: Staten Island, dove è collocata la partenza, Brooklin, Queens, Bronx e infine Manhattan. Descrivere New York in poche righe è un'impresa impossibile. È stata definita in tutti i modi: bella, affascinante, ricchissima, coinvolgente, ma anche triste, impietosa, povera, crudele. New York, crediamo, è tutto e forse il contrario di tutto. C'è chi sostiene che può soltanto essere amata o odiata, non esistono vie di mezzo. Di certo si sa che è la capitale dell'alta finanza non meno che dell'arte, del teatro come della musica e di quant'altro ancora. In una parola: la locomotiva del mondo, un punto di rifeirmento per chi voglia sentirsi al passo con le novità.
30 MILA PODISTI Sul ponte di Verrazzano.
Oltre la 110th Street, siamo ormai entrati a Manhattan, la zona più rappresantativa di New York, dove, oltre all'Empire State Building, al Madison Square Garden, c'è anche il Central Park, ovvero il luogo in cui è posto lo striscione d'arrivo. Qui il pubbilico è veramente numeroso, centinaia di migliaia di persone, e molto caloroso: un coinvolgimento nell'evento eccezionale a vedersi.
Due ore e cinquanta minuti. Ormai è il 40mo chilometro. Forse l'obiettivo di scendere sotto le tre ore è raggiunto. Ma occore stringere il denti. Le ultime centinaia di metri sono ad un tempo terribili ed entusasmanti. Trasportati dall'incitamento della gente si vivono momenti di grande emozione. Ecco l'agognato striscione d'arrivo. Il pubblico è sempre più numeroso e festante. Vi è ancora energia per compiere un ultimo allungo e... superare finalmente la linea d'arrivo.
La sensazione che si prova in questo momento è difficile da spiegare a parole: d'un tratto la sofferenza sembra svanire per lasciare il posto ad uno stato totale beatitudine al quale ci si abbandona competamente.
Il sole d'autunno è tiepido in questo primo pomeriggio nuowayorkese, e gli alberi di Cental Park sono tinti di splendidi colori." (Nicola Pfund)
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