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| Una postazione a Lugano. |
A sentire i media e i promotori
dell’iniziativa si tratterebbe di un successo clamoroso. E invece a chi vi
scrive appare piuttosto una trappola, non priva di rischi. Intendiamoci:
l’idea in sé del
bike sharing, perché è di questo che oggi stiamo parlando, è
certamente buona. E in effetti in molte città della Svizzera è stata adottata
con successo. Ma a Lugano? Lugano è certo, e ancora, una città svizzera, ma con
le città della Svizzera ha ben poco da spartire in quanto a viabilità e
organizzazione del traffico. Ci rendiamo conto di cosa significa girare in
bicicletta in questa città che è perennemente intasata da un traffico
oltretutto piuttosto indisciplinato e selvaggio? Per noi che percorriamo anche
diecimila e più chilometri all’anno sulle due ruote, le strade della città di
Lugano sono le prime ad essere evitate, appena possibile. Non tanto per una
questione di inquinamento, che di per sé è già un problema non da poco. Ma di
sicurezza. Perché lì, davvero, la caduta e l’incidente è quanto di più facile
può accadere al povero ciclista.