Fausto Mauri proviene dal nuoto. Negli anni ‘90 è
stato un nuotatore di alto livello, recordman svizzero nei 1500 s.l. nuotati
per la prima volta sotto i 16 minuti, selezionato nel team della nazionale, con
la quale ha difeso i colori rossocrociati ai Mondiali di Göteborg nel 1997
sulle distanze degli 800 e dei 1.500 metri. Oggi è allenatore dell’A-Club
Swimming Team di Savosa e nello scorso weekend ha esordito con successo
nell’Ironman di Zurigo (3,8 km di nuoto, 180 in bici e 42 di corsa). Reduce da
questa nuova avventura, lo abbiamo intervistato per cercare di capire i motivi
che spingono un ex atleta di spessore come lui, ma anche una persona
normalissima, a lanciarsi in questa disciplina.
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| FINISHER Fausto Mauri ha portato a termine con successo il suo primo Ironman. |
Fausto, perché proprio il triathlon?
«Mi sono avvicinato a questo sport grazie a Nicolas Beyeler
– campione europeo di mezzo Ironman nella sua categoria e 71. negli ultimi
Ironman World Championship alle Hawaii – che è un mio caro amico. Mentre
allenavo i ragazzi in piscina, vedevo Nicolas che, con costanza, passione e
umiltà, veniva ogni giorno a nuotare. Così ho deciso di provare a capire meglio
cosa fosse il triathlon. E per farlo, come ex atleta, il modo migliore era
sperimentarlo di persona. Sono salito in sella, ho preso le scarpe per correre
e poi sono andato a Zurigo».

