venerdì 27 luglio 2012

Intervista a Jean-Marc Cattori su Cooperazione


Triathlon - La forza mentale

Testo: Patrick Mancini Foto: Massimo Pedrazzini
Jean Marc Cattori: «Il triathlon esalta la polivalenza del corpo».
Leggi la rubrica sportiva diArmando Ceroni (Clicca sulla foto).
Nuoto, ciclismo e corsa: il locarnese Jean Marc Cattori parteciperà, dopo 18 anni di trofei, per l’ultima volta all’Ironman delle Hawaii.
Triathlon, addio. Dopo una carriera più che discreta e 18 anni di trofei, Jean Marc Cattori ha deciso di ritirarsi. Prima però il 38enne triathleta locarnese, ex agente di polizia, oggi consulente in assicurazioni, ha ancora una missione da compiere: strappare un risultato di prestigio il prossimo 13 ottobre all’Ironman delle Hawaii, ben 3,8 chilometri a nuoto, 180 in sella e 42 di corsa. «Per me è la quarta volta in questo luogo incredibile. Il mio record personale è di 8 ore, 54 minuti e 53 secondi e voglio migliorarlo». 
Due volte campione del mondo di polizia (1999 e 2006) e la partecipazione agli europei del 2010 in Slovenia e Austria, Jean Marc, seduto sul bordo della piscina del lido di Locarno, elenca alcuni tra i suoi più grandi traguardi. E ammette: «Il triathlon esalta la polivalenza del nostro corpo. L’atleta in una sola gara è nuotatore, ciclista, corridore».
Il triathlon è però anche uno sport caro. Oltre alle trasferte vanno calcolate le iscrizioni alle varie gare. «Per iscriversi al triathlon di Zurigo devi pagare ben 708 franchi. Addirittura più di quanto devi sborsare per quello delle Hawaii (circa 600 dollari). Purtroppo questo è uno sport poco sostenuto sia dai media sia dagli sponsor». In vista del rush finale il 38enne locarnese, affiliato al Triathlon Team Capriasca, si allena tutti i giorni almeno 2-3 ore. Soprattutto in piscina e in sella. «La corsa non è il mio forte, è la parte che più mi fa soffrire. Eppure è proprio con la corsa che, a livello professionistico, si decidono le sorti delle gare». E per arrivare alle Hawaii in forma Jean Marc parteciperà ad alcuni eventi di rilievo in Ticino: dalla staffetta del Gottardo del 1° agosto al triathlon di Locarno che si terrà il 1° settembre.
«Il triathlon è preparazione agonistica, certo, ma è soprattutto questione di testa. Durante una gara a Barcellona, anni fa, il mare era mosso, c’erano onde altissime e acqua gelida. Ho avuto una crisi di panico in mezzo all’acqua, mi sentivo soffocare. Ci ho messo un po’ a riprendere la normale respirazione, a recuperare la calma. Alla fine sono pure riuscito a vincere. Merito della mente. Perché quando subentrano i problemi, è solo con la mente che puoi fare la differenza».
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