sabato 29 ottobre 2011

Lettera dall'America di Igor Nastic


SIMBOLO Il richiamo degli States.
Igor Nastic sarà al via domenica dell'Ironman 70.3 di Miami. Un'occasione per dimostrare il suo grande valore in una competizione che presenta una "starting list" sicuramente agguerrita. Che il triathlon fosse molto sentito negli States non è un mistero: fa stato l'elenco degli iscritti a Miami dove sono state riempite ben 64 cartelle... Las Vegas, luogo del mondiale 70.3, come Kona per l'Ironman è un obiettivo sempre più ambito. A nostro avviso forse anche più a misura d'uomo...

Caro Nicola,  
ti racconto le mie prime impressioni da Miami. Ho la batteria del PC quasi scarica e quindi sarò rapido, trascurando la lingua. È strano vedere il campo gara tra le ombre dei grattacieli che dominano Miami. Qui l'Ironman è proprio un evento, come un concerto di musica. La piazza e le strade accolgono pochi ciclisti, non raccontano storie di sudore e passione sportiva legate a questo sport: penso che l'automobile venga usata anche per fare la spesa dietro l'angolo di casa e durante il giorno c'è molto traffico. Per questa ragione non ho ancora pedalato e penso che lo farò solo domani per pochi minuti, il giorno prima della gara, sul ponte che collega Miami down town a Miami Beach. Lì non rischio di essere investito da qualche mostruoso e affascinante truck...
C'è molta umidità e penso che domenica in gara sarà il nemico peggiore. Si attende pure il temibile "hurricane" ma pare che sia difficile prevedere se passerà o meno anche da Miami. Mi piace l'America, ma fa sempre strano camminare per le strade di queste enormi città: non ci sono le piazze, i luoghi di incontro pubblici e spontanei. Le strade sono larghissime, funzionali, ma si vedono pochi pedoni. Tutto viene consumato negli stabili, nei negozi, nei bar, nei grattacieli... nelle automobili. Sempre con l'aria condizionata a manetta!
Ora esco a cena, pizza o pasta, ma non escludo uno steak con una birra: in queste gare oltre oceano va abbinato anche qualche piacere della vita.
Un caro saluto dagli States e, come direbbero gli americani, keep moving :)


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