mercoledì 12 ottobre 2011

ANDREA ZAMBONI RACCONTA LA SUA PERFORMANCE ALLE HAWAII!

In bici...
...nella corsa...
Sono passati alcuni giorni dall'Ironman delle Hawaii, ma l'eco sulla fantastica prestazione di Andrea Zamboni, che ha strappato un 30mo posto assoluto (1. di categoria nella classe d'età 40-44 anni, con il tempo record di 8h53'26'') non si è ancora spenta. Le sue impressioni sulla gara in questa intervista esclusiva.

Allora, Andrea, già nel nuoto, tuo tallone d'Achille, sei andato piuttosto bene...
"Beh, nel nuoto ho cercato la tranquillità, lontano dalla ressa, non ho alternative. A tutta per 400 m poi easy. Alla fine un 1h04 che non mi dispiace. Per la prima volta ho avuto piacere, soprattutto quando ho visto i delfini che ci spiavano da sotto! Meraviglioso!"
Il tuo tempo fantastico in bici (4h35'16''): hai seguito una preparazione particolare?
"Ovviamente vivo di rendita. Comunque io mi alleno il 95% del tempo al lento. Non è facile perché ti fai staccare da tutti in allenamento. Quest'anno ho rinunciato ad allenarmi con la bici da crono fino a un mese prima della gara. Per me allenarsi in posizione da crono non ha più senso, mi annoia. E sinceramente, meglio farsi il giro dei passi e guardarsi attorno che pedalare per ore a testa bassa. Questa era la mia sfida di quest'anno: ritornare al piacere dello sport. Per quanto riguarda il tempo stratosferico faccio tre note: 1) sono troppo fortissimo e ne vado fiero; 2) poco vento, quasi surreale, poco caldo, nuove strade asfaltate, molto più lisce e scorrevoli e materiale in continua evoluzione; 3) tattica: al giro di boa ho visto che dietro si erano formati dei mega gruppi, robe pazzesche, pochi arbitri, sempre peggio questa WTC. Quindi gente come me e Nick eravamo condannati a farci fo... nella maratona. Allora, visto che la schiena teneva, sono andato a tutta come un pazzo fino alla fine, pensando: "E ora venite a prendermi!". So che alla peggio corro in 3h10, quindi per venire a prendermi... è dura!"
La tua tenuta nella corsa finale (3h07'50''): è impressionante, come riesci a gestire le tue energie... 
"È vero, sono andato bene, comunque se guardo i "pro" o le donne la differenza è abissale. Devo anche ammettere che quest'anno ho sofferto parecchio. Dopo 1 miglio mi sono proprio domandato come potessi correre ancora per 3 ore. Boh. Che senso ha? Ho avuto tante piccole crisi, ma ho cercato di non strafare. La tenuta? Purtroppo io ho questo talento, non mollo mai! Per questo però non sono un vincente. Dieselaccio. Dopo anni di lunga distanza ho capito che invidio Usain Bolt. 10 secondi di adrenalina pura, eleganza, potenza, scioltezza. Noi siamo un po' dei masochisti che pensiamo che il dolore, la fatica e la testardaggine sono una virtù: sarà mai vero? Comunque la corsa ce l'ho come talento, mi alleno poco. In Wisconsin ho corso in 3h13 dopo aver mavinato a malapena 200 km in un anno. Però quest'anno ho ridotto troppo, e alla fine ho dovuto difendermi."
Qualche aneddoto particolare?
"I delfini a nuoto, l'ho detto, e poi mi è piaciuto correre assieme a Natasha Badmann per mezzo chilometro. L'ho raggiunta esattamente nello stesso punto del 2004: qui ho pensato, stai facendo una gara simile, vai tranquillo e spacca. Poi a 12 km dalla fine, all'Energy lab, mi ha preso uno della mia categoria. Gli ho detto: grazie! Vai pure, non ho voglia di (ri)qualificarmi automaticamente per l'anno prossimo. Hahaha mi sa che l'ho mandato in crisi perché poco dopo avermi staccato è... saltato, e io naturalmente sono rinato!!!"
Perché in genere gareggi poco, ad esempio non c'eri a Locarno?
"Perché la competizione non è la mia priorità. Ne ho fatte tante anche da giovane (bici) e a dire il vero le gare di triathlon non mi piacciono troppo. Non è che essere a tutta per 4-9 ore sia poi così divertente. Mi piace avere un obiettivo all'anno al massimo e sfruttare i weekend per fare dei bei giri in bici. La mia vera anima è il cicloturismo: viaggiare con la bici. Il triathlon è un incidente di percorso. E passare anni a prendere la macchina ogni weekend, andare a correre, mal di gambe per una settimana... Mah. Io sono fatto così: riesco a tirare fuori tutto per un giorno, fino all'ultima goccia, poi però basta. Oltretutto a mio avviso non confondiamo il triathlon come stile di vita (multidisciplinarietà, sfruttare le stagioni, fisico bilanciato) con il triathlon competitivo, sicuramente poco sano. Per non parlare del triathlon ossessione!!!! Senza locarno3 probabilmente non sarei mai andato alle Hawaii. Però se è vero che è una festa del triathlon in Ticino, la gara di domenica è troppo condizionata dal drafting. Allora cosa ci vado a fare? A mangiar rabbia?"
Prossimi obiettivi?
"Triathlon???? Davvero basta (anche se non dovrei più dirlo...). Oramai so quello che valgo. Se devessi venire ancora alle Hawaii, sì che farei lo stesso tempo a nuoto, in bicic e a corsa. Non vedo piu un'evoluzione. Dal 2004 ad oggi, malgrado pause anche di 3 anni, non è cambiato nulla. È ora di avere altre priorità..."

Dobbiamo credergli? Noi, ovviamente, ci auguriamo di no. E speriamo che ZAMBO ritrovi la giusta motivazione per essere di nuovo a Kona nel 2012, dove è qualificato d'ufficio, a difendere il suo fantastico primo posto! 
...e la gioia sul traguardo. È fatta!
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